Scuola, la lettera di un papà contro i compiti per le vacanze…FOTO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 settembre 2016 7:20 | Ultimo aggiornamento: 17 settembre 2016 2:05

ROMA – Mattia è un bambino di 13 anni che ha appena iniziato la terza media. Come tutti i suoi coetanei, anche per Mattia l’estate è passata tra una gita con la famiglia e i compiti delle vacanze. O forse no, perché Mattia i compiti delle vacanze non li ha fatti. Il padre, Marino Peiretti, ha deciso che far studiare il proprio figlio in estate sarebbe stato diseducativo e così ha deciso di scrivere una lettera ai docenti del figlio e di pubblicarla su Facebook, dove ha riscosso successo ma anche molte critiche.

Nella lettera pubblicata da Marino Peiretti su Facebook si legge che la scelta, fatta insieme alla moglie Ilaria, non è stata presa a cuor leggero e senza riflettere:

“Mi chiamo Marino Peiretti e sono il papà di Mattia. Vorrei informarvi che, come ogni anno, mio figlio non ha svolto i compiti estivi. Abbiamo fatto molte cose durante l’estate: lunghe gite in bici, vita di campeggio, gestione della casa e della cucina. Abbiamo costruito la sua nuova scrivania e l’ho aiutato, sponsorizzandolo, e ascoltandolo nel suo interesse primario: programmazione ed elettronica.

Mattia ha effettuato notevoli progressi. Sempre convinto del fatto che i compiti estivi siano deleteri non ho mai visto professionisti seri portarsi il lavoro in vacanza, anzi. Voi avete nove mesi circa per insegnargli nozioni e cultura. Io tre mesi pieni per insegnargli a vivere. Sono convinto si presenterà fresco e riposato, nonché volenteroso per il nuovo anno scolastico. Diversi docenti, psicologi e avvocati condividono il mio pensiero. Sono a disposizione per eventuali colloqui”.

L’uomo a Repubblica ha spiegato di aver fatto questa scelta basandosi sul metodo utilizzato anche in Olanda e che è convinto che il riposo porterà Mattia ad affrontare al meglio e più carico il nuovo anno:

“Ho scoperto che lì tutte le scuole seguono il metodo Montessori e poi ho continuato a documentarmi leggendo testi di psicologia – spiega ancora il papà – Direi proprio che i professori hanno compreso la miaposizione, dato che nessuno ha mai rimproverato Mattia per non aver consegnato i compiti”.

La speranza di Peiretti è che “la lettera si trasformi in una sorta di piccolo grande trampolino di lancio. Le scuole potrebbero promuovere corsi estivi che aiutino i ragazzi ad approfondire materie non prettamente didattiche, ma indubbiamente utili alla vita quotidiana. Il successo della lettera su Facebook dimostra che tanti altri genitori sono d’accordo con me”.