Scuola, la riforma è legge. Alla Camera protesta show di Lega e Sel FOTO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 luglio 2015 12:20 | Ultimo aggiornamento: 9 luglio 2015 14:17
Scuola, la riforma è legge. Alla Camera protesta show di Lega e Sel FOTO

Scuola, la riforma è legge. Alla Camera protesta show di Lega e Sel FOTO

ROMA -La riforma della scuola è legge, passata con 277 voti favorevoli, 173 contrari e 4 astenuti. Ma l’approvazione è arrivata dopo la protesta dell’opposizione in Aula e fuori, con i sindacati in piazza Montecitorio. La Lega ha alzato cartelli dal tono sinistro: “Giù le mani dai bambini“. Sel invece, affezionata alla causa greca, ha esposto un sintetico “Oxi“, ovvero il “no” greco ormai simbolo di resistenza. Il bersaglio della protesta di leghisti e Sel è il disegno di legge con cui il governo Renzi vuole cambiare il profilo della scuola italiana, dai poteri ai presidi alle assunzioni.

La seduta è stata anche sospesa brevemente per via delle vigorose proteste dell’opposizione. I deputati del Carroccio hanno esposto cartelli con la scritta “giù le mani dai bambini”: seduta sospesa e capogruppo, Massimiliano Fedriga, espulso dall’Aula. Il riferimento dei leghisti è all’introduzione della “teoria gender”, ovvero di una forma educativa che tocchi anche le differenze sessuali. Dopo la Lega, anche Sel ha esposto i suoi cartelli durante le dichiarazioni di voto finali. Il vicepresidente Roberto Giachetti ha chiesto ai commessi di rimuovere i cartelli. Proteste anche fuori da Montecitorio. I Cobas ma anche gli altri sindacati, con bandiere e striscioni, hanno ribadito in piazza le ragioni del no.

I “no” del Pd e i “sì” di Forza Italia. La votazione ha diviso soprattutto il Pd: in 5 hanno votato no alla riforma e 24 non hanno partecipato al voto.

I cinque no alla riforma, nel Pd, sono quelli di Angelo Capodicasa, Vincenzo Folino, Carlo Galli, Giuseppe Zappulla, oltre ad Alfredo D’Attorre. Diversi, oltre a Pier Luigi Bersani e Gianni Cuperlo, gli esponenti della minoranza Dem, che risultano, secondo i tabulati, tra quelli che non hanno partecipato al voto: tra questi Roberta Agostini, Tea Albini, Ileana Argentin, Vincenza Bruno Bossio, Marco Carra Gianni Farina, Filippo Fossati, Andrea Giorgis, Maria Iacono, Francesco Laforgia, Enrico Letta, Danilo Leva, Michela Marzano, Michele Mognato, Delia Murer, Barbara Pollastrini, Nicola Stumpo, Alessandra Terrosi, Davide Zoggia. Tutti deputati riconducibili alla minoranza guidata da Roberto Speranza e ai cuperliani di Sinistra dem.  Tra gli esponenti della minoranza Pd che risultano in missione e non hanno partecipato al voto, figurano invece Giuglielmo Epifani, Rosy Bindi, Paolo Fontanelli e Francesco Monaco.

Sono 4 i deputati azzurri vicini al senatore Denis Verdini che hanno votato sì alla riforma della buona scuola. Secondo i tabulati, in dissenso dal resto del gruppo FI, che ha votato contro, hanno detto sì al testo in Aula, Luca D’Alessandro, Monica Faenzi, Giovanni Mottola e Massimo Parisi.

(Foto Lapresse).