Selfie estremi provocano troppi incidenti. Polizia russa lancia campagna FOTO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Luglio 2015 14:23 | Ultimo aggiornamento: 8 Luglio 2015 14:43

MOSCA – “Un selfie figo può costarvi la vita”. Con questo slogan è cominciata una singolare campagna lanciata dal ministero dell’Interno russo per invitare alla prudenza . In tanti in questi anni hanno infatti cercato di realizzare degli autoscatti originali, provocando così una scia di incidenti nel Paese. “Un selfie con un’arma in mano uccide”, è un altro dei consigli dispensati dalla polizia attraverso dei volantini. Il perché di un annuncio così estremo la racconta Repubblica.

“Il riferimento è al caso di un giovane moscovita di 21 anni che si è sparato accidentalmente alla testa rimanendo gravemente ferito mentre stava scattando una foto con una pistola in mano”.”Purtroppo abbiamo rilevato recentemente che il numero di incidenti che coinvolgono gli amanti dell’autoritratto fotografico è in aumento costante”, ha raccontato in una conferenza stampa a Mosca Elena Alexeieva, una consigliera del ministero dell’Interno. “Dall’inizio dell’anno si sono stati centinaia di feriti e decine di incidenti mortali”, ha aggiunto, ammonendo che “prima di scattare un selfie tutti dovrebbero pensare che la corsa al ‘I like’ può portare alla morte e che la loro ultima foto in condizioni estreme potrebbe essere pubblicata postuma”.

“In gennaio due giovani sono morti sugli Urali in seguito all’esplosione di una granata che tenevano in mano per un selfie: di loro è rimasto solo il telefono. Nei mesi successivi un adolescente della regione di Riazan è morto fulminato toccando dei cavi elettrici mentre tentava un autoscatto con un’asticella periscopica su un ponte ferroviario. La campagna di sensibilizzazione si basa su volantini, un video e suggerimenti online sul sito del ministero degli Interni. Ci sono anche dei cartelloni ispirati a quelli della segnaletica stradale, con un personaggio che tiene in mano l’asticella allungabile per smartphone avventurandosi sul tetto di una casa, su una ferrovia, sui piloni dell’elettricità, davanti alla gabbia di un animale selvaggio”.