Sepolta a faccia in giù: trovati i resti di una strega-bambina ad Albenga. FOTO

di redazione Blitz
Pubblicato il 1 ottobre 2014 14:43 | Ultimo aggiornamento: 1 ottobre 2014 14:44

ALBENGA – Fu sepolta a testa in giù come le streghe: il piccolo scheletro di appena 148 cm è stato ritrovato nella zona archeologica di San Calogero, ad Albenga, in Liguria. I resti apparterebbero ad una bambina di appena 13 anni, presumibilmente vissuta tra il V e il VI secolo.

Fu sepellita capovolta, con la faccia nella terra, come si faceva con i morti che si volevano umiliare, perché non erano degni di guardare al cielo. E non potessero risorgere o tornare a spaventare i vivi. Un tipo di tumulazione non raro, soprattutto in alcune culture del Nord Europa, che durante la prima cristianizzazione assumeva un doppio significato: apotropaico, teso dunque a scongiurare il ritorno del morto, e di censura della condotta eretica avuta dal defunto quando era ancora in vita.

Resta tuttavia un mistero perché questa strega-bambina sia stata seppellita con disprezzo ma in prossimità della facciata di una chiesa, luogo ambito di sepoltura. 

Tracce di sepolture anomale sono presenti in tutto il mondo e in Europa hanno riguardato soprattutto gli uomini: così venivano sepolti gli eretici o i pagani. Se toccava alle donne si trattava in genere di streghe condannate dai giudici dell’inquisizione oppure suore che avevano infranto le regole.

Ma la sepoltura prona è anche, secondo gli antropologi, un rito specifico della superstizione, che non consentiva al morto di tornare nel mondo dei vivi quindi di far parte dei cosiddetti révénant, quelli volgarmente detti zombie. La posizione prona, soprattutto se associata a oggetti considerati in grado di allontanare gli influssi maligni, avrebbe precluso al revenant di “fare ritorno”, appunto. Una pratica che a volte veniva completata con legature, decapitazioni e mutilazioni, paletti di legno attraverso il corpo o chiodatura del cranio e delle ossa.

Gli scavi di San Calogero sono curati dal Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana in collaborazione con l’università di Aix-Marseille e con il contributo economico della Fondazione Lamboglia, a cui si è aggiunto il sostegno del Comune di Albenga, della Coop Liguria e di alcuni privati.

Sepolta a faccia in giù: trovati i resti di una strega-bambina ad Albenga

(Foto Ansa)