Serial killer, sospetti su Zakaria Ismaini. 3 omicidi: Puglia, Rimini, Sicilia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Marzo 2015 10:37 | Ultimo aggiornamento: 9 Marzo 2015 10:39

ROMA –  Cosimo Mastrogiovanni, 63 anni, è stato trovato carbonizzato il 13 novembre nella sua casa di campagna, a Latiano, in provincia di Brindisi. Il cadavere di Letizia Consoli, 50 anni, scomparsa ufficialmente il 29 novembre, è stato ritrovato a Catania mentre galleggiava a 150 metri dalla riva di La Plaia il 7 febbraio.

Per questi due delitti è stato arrestato Zakaria Ismaini che adesso è indagato anche per un terzo omicidio: quello di Anna Maria Luna Stellato, una ventiquattrenne ligure con problemi di tossicodipendenza, trovata cadavere in mare il 14 luglio 2012 a Rimini.  “Un belloccio che frequenta siti per incontri (quello con Cosimo è provato) e che ha frequentato a lungo la riviera romagnola prima di trasferirsi in Sicilia”: così il Corriere della Sera descrive Ismaini.

Zakaria Ismaini d’altronde era stato l’ultimo a vedere Anna Maria Luna Stellato. “Si era sentita male, ho visto che stava annegando ma sono scappato: avevo paura di essere coinvolto” raccontò agli inquirenti.

Nel frattempo – scrive Andrea Pasqualetto del Corriere della Sera – anche uno scrupoloso giornalista del Corriere Romagna , Andrea Rossini, aveva fatto la sua inchiesta sul campo, sollecitando gli investigatori a indagare. I sospetti della procura e del cronista nascevano da varie incongruenze nel racconto del marocchino. Possibile che non avesse fatto nulla per salvare Luna? E ancora: dopo averla vista annegare aveva preso la borsa della donna gettandola in un cassonetto, raccontò.
Possibile? Ora spuntano delle telefonate sospette. Dai tabulati del suo cellulare risultano alcune chiamate fatte proprio alla ragazza, in tempi molto strani: dopo l’annegamento. Perché telefonare dopo che non c’era più?

Questi elementi, uniti alle similitudini con gli altri due casi per i quali Ismaili è stato arrestato, hanno indotto la procura di Rimini a chiudere il fascicolo per omissione di soccorso e aprirne uno per omicidio volontario. Ma quali sono le modalità comuni del sospetto serial killer? «Innanzitutto la distruzione di ogni traccia dei delitti, incendiando i luoghi o eliminando gli oggetti compromettenti, come la borsa con il telefonino – spiega l’inquirente -. Poi, le vittime sono tutte persone deboli, disagiate o sole. Infine l’azione violenta. Le due donne avevano ferite alla testa». Quella di Luna era attribuita alla caduta sugli scogli. Ora tutto cambia: «Potrebbe essere stata una bastonata».