Londra, Tate Modern. Artista russo confessa: “Ho sfregiato la tela di Rothko”

Pubblicato il 8 Ottobre 2012 15:20 | Ultimo aggiornamento: 8 Ottobre 2012 16:41
La foto dell'opera di Rothko sfregiata, postata su Twitter da Vladimir Umanets

La foto dell’opera di Rothko sfregiata, postata su Twitter da Vladimir Umanets

LONDRA – L’artista russo Vladimir Umanets ha rivendicato lo sfregio della tela dell’artista americano Mark Rothko, esposta alla Tate Modern a Londra, deturpata con una scritta nera. ”L’ho fatto per impreziosirla”, è la sintesi delle sue dichiarazioni.

Le opere di Rothko, spesso classificato come espressionista astratto del XX secolo, sono state battute all’asta per diversi milioni di dollari.

L’incidente, che riguarda un murales dipinto per il ristorante Four Seasons nel Seagram Building di New York, è avvenuto ieri intorno alle alle 15:25 (le 16:25 in Italia). Il museo é stato chiuso per qualche ora e poi riaperto e la polizia sta investigando su quanto accaduto. Un testimone dell’accaduto, Tim Wright, aveva postato su twitter un messaggio descrivendo quanto avrebbe visto alla Tate: ”un individuo che con molta calma si è diretto verso il quadro e lo ha segnato con una scritta e dopo essersi seduto per un po’ in disparte è fuggito”.

Ma il vero colpo di scena, sempre su Twitter, è il post di un certo Vladimir Umanets, che dice di essere l’uomo che ha deturpato la tela di Rothko al Tate. L’artista russo sostiene di avere così dato un valore aggiunto all’opera, essendosi impegnato ”in un pezzo d’arte” facendo crescere ”di milioni di sterline” il valore del lavoro.

Vladimir si dice esponente dello yellowism che, secondo un manifesto online, è un movimento artistico gestito da due persone di nome Vladimir Umanets e Marcin Lodyga.

“Credo che se qualcuno ripristinerà l’opera di Rothko e rimuoverà la mia firma, ne abbasserà il valore. Tra pochi anni il suo prezzo salirà a causa di quello che ho fatto”, ha spiegato, paragonandosi a Marcel Duchamp, l’artista francese che sconvolse il sistema dell’arte firmando un orinatoio messo in mostra nel 1917.