Siria al buio: dall’inizio della guerra (2011) senza luce l’83% del Paese FOTO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Marzo 2015 12:54 | Ultimo aggiornamento: 12 Marzo 2015 12:59

DAMASCO – La guerra civile e l’Isis hanno fatto calare il buio sulla Siria. Non è una metafora: da quando sono iniziati gli scontri tra ribelli ed esercito fedele a Bashar al Assad, il 15 marzo del 2011, l’83% del Paese è rimasto senza luce. A dirlo è uno studio basato sul confronto delle foto satellitari notturne degli ultimi anni fatta dalle organizzazioni non governative riunite nella rete #withSyria. 

La situazione peggiore è ad Aleppo, un tempo gioiello dell’arte islamica, oggi devastata dalle bombe della coalizione che cerano di liberarla dai miliziani delll’Isis. In questa città il 97% delle case e dei negozi sono senza energia elettrica. Situazione simile a Raqqa, proclamata capitale dello Stato Islamico dai terroristi neri: qui è al buio il 96% della città.

Quella che Save the Children non esita a definire “la più grande crisi umanitaria dalla seconda guerra mondiale” ad oggi è costata la vita a 210mila persone. Di queste 70mila (cioè un terzo) erano civili. Moltissimi quelli che sono sopravvissuti ma sono dovuti scappare, abbandonando le loro case e le loro cose: sono 4 milioni gli sfollati all’interno del Paese e 2,5 milioni quelli che hanno cercato rifugio all’estero, in Paesi come la Giordania, la Turchia e il Libano.