Siria Libia Afghanistan: 20 capolavori che non esistono più

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 settembre 2015 12:19 | Ultimo aggiornamento: 17 settembre 2015 12:26

DAMASCO – Una volta questi monumenti esistevano ed erano fra i monumenti più belli del mondo. I conflitti in Siria, Afghanistan e Libia li hanno rasi al suolo. I nostri figli  non potranno poterli vedere a causa delle guerre e della furia distruttiva degli integralisti dell’isis e dei talebani. La Cnn ha voluto elencare tutti i siti spazzati via; La Stampa ha pubblicato l’elenco che vi riproponiamo con una breve descrizione e delle foto:

Palmira, Siria. L’Unesco l’ha definita un’oasi nel deserto siriano. Ora l’Isis controlla la città vecchia e, come hanno mostrato immagini recenti che hanno fatto il giro del mondo, ha già distrutto due santuari Iraq.

Grande moschea di Samarra. Costruita nel nono secolo sul fiume Tigri, la moschea fu bombardata nel 2005 in un attacco alle posizioni Nato. Furono distrutte la punta del minareto e le mura circostanti Yemen.

I Buddha di Bamiyan.  Afghanistan. I Buddha più alti del mondo sono sopravvissuti per oltre 1500 anni prima di essere distrutti dai talebani con la dinamite

Sanaa.  La capitale yemenita ha subito numerosi attacchi suicidi, rivendicati dall’Isis, e bombardamenti aerei che hanno distrutto la cittadella fortificata (patrimonio Unesco) Siria.

Bosra. Questa splendida città, capitale della Provincia arabica sotto i romani, continua ad essere messa a ferro e fuoco dal conflitto siriano

Aleppo, Siria. Nel 2013, durante la guerra civile, la moschea fu ridotta in macerie. Un danno tanto ingente da essere definito il peggiore di tutto il patrimonio siriano Siria.

Norias of Hama. Nel quinto secolo questi mulini ad acqua rappresentavano un ingegnoso sistema di irrigazione. Purtroppo molti di essi furono bruciati nel 2014 da combattenti siriani Siria.

Cittadella di Aleppo. Siria. La fortezza risale all’epoca di Alessandro Magno. Recententemente è stata usata come base per l’esercito siriano e molti dei suoi edifici storici sono stati distrutti

Siria. Le stradine che compongono il souk di Aleppo sono state teatro di scontri armati, con danni irreparabili. L’Unesco l’ha descritta come una vera e propria tragedia Siria.

Ponte Deir El-Zor. Questo ponte sul fiume Eufrate è diventato una della postazioni chiave durante la battaglia per la presa della città e cadde del tutto sotto i bombardamenti Siria.

Nimrud. Iraq. Dopo l’invasione del 2003 questo tesoro millenario è stato saccheggiato. Molti dei suoi pezzi hanno trovato una nuova casa nei musei esteri.

Krak dei Cavalieri. Siria. E’ stato il castello medievale per eccellenza all’epoca delle Crociate. Nel 2013, in seguito ad attacchi aerei, fu seriamente danneggiato. Ora, alcuni ribelli vivono dentro le sue mura

Tomba di Jonah, Iraq. Il sepolcro del profeta Jonah fu raso al suolo dall’Isis nel 2014

Moschea Khaled Ben Walid. Homs, Siria. Nel 2013 le forze regolari fedeli al presidente Assad hanno bombardato questa storica moschea. Situato nel martoriato quariere di Khalidiya, il santuario risalente all’epoca Ottomana è stato distrutto dall’esercito nel tentativo di riconquistare parte della città in mano ai ribelli

Museo del genocidio degli armeni. Siria. Questo luogo venne distrutto dall’Isis nel 2014

Cirene. Libia. All’inizio della Rivoluzione libica su questo sito passarono i bulldozer e cancellarono anche l’antica necropoli

Museo dell’arte islamica. Il Cairo, Egitto. Il complesso venne gravemente danneggiato dall’esplosione di un’autobomba indirizzata alla vicina sede centrale delle forze di polizia il 24 gennaio 2014, alla vigilia del terzo anniversario dalla rivoluzione egiziana che spodestò il presidente Mubarak.

Quaid e Azam Residency. Pakistan. La residenza del primo governatore generale Muhammed Ali Jinnah fu attaccata coi razzi da un gruppo di separatisti nel 2013 e completamente demolita

Moschea al-Omari. Gaza. Le mura, la cupola e il tetto vennero distrutti nel corso di un attacco aereo israeliano.

Beirut vecchia. Libano. Dopo 15 anni di guerra civile e i successivi conflitti con Israele, dei 1200 palazzi storici protetti di Beirut, ne rimangono solo 400″.