Siria. Papa Francesco #prayforpeace. E’ il leader mondiale anti-intervento

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 settembre 2013 14:26 | Ultimo aggiornamento: 6 settembre 2013 14:49

papa francescoROMA – Siria. Papa Francesco #prayforpeace. E’ il leader mondiale anti-intervento.  Dopo la lettera a Putin e al G20, Papa Francesco torna a far sentire la sua voce contro la guerra in Siria dimostrandosi di fatto, nell’impasse diplomatico per la risoluzione della crisi, il vero leader politico internazionale del fronte del no. Usa tutti i mezzi di persuasione, come l’ultimo tweet per ribadire l’appello, sul suo account Pontifex: “La pace è un bene che supera ogni barriera, perché è un bene di tutta l’umanità”. Questo il messaggio, che contiene l’hashtag #prayforpeace, il contrassegno e oggi per migliaia di messaggi sul social network. Opinione pubblica e istituzioni lo seguono, raccogliendo il sostegno ecumenico di altre confessioni: dal Patriarca ortodosso di Costantinopoli Bartolomeo I, alle comunità islamiche, l’appello del Papa al digiuno di sabato, continua a fare proseliti.

L’attività pastorale sta via via assumendo il profilo di una iniziativa politica “dolce” ma ferma e soprattutto produttiva, meno ostile e pregiudiziale rispetto a chi, invece, invita a la comunità internazionale a far cessare il massacro dei civili e l’uso delle armi chimiche. Mantiene un punto di vista preciso, no alla guerra, ma non dimentica la sua funzione di mediatore da interessi divergenti, di pacificatore.  Tra un Obama indeciso ma pronto all’attacco e un Putin difficilmente arruolabile nella schiera dei  pacifisti, la posizione del Papa recluta adesioni da tutto il mondo (solo i Lefevriani italiani organizzeranno una veglia per conto loro, ma forse è un bene).

Ieri è la Santa Sede ha dovuto smentire che Papa Bergoglio abbia preso il telefono per comunicare direttamente con il dittatore Assad. Quali soluzioni rispetto all’opzione militare? Il Pontefice chiede che “ci sia, piuttosto, un nuovo impegno a perseguire, con coraggio e determinazione, una soluzione pacifica attraverso il dialogo e il negoziato tra le parti interessate con il sostegno concorde della comunità internazionale”. “Inoltre – sottolinea Papa Bergoglio – è un dovere morale di tutti i governi del mondo favorire ogni iniziativa volta a promuovere l’assistenza umanitaria a coloro che soffrono a causa del conflitto dentro e fuori dal Paese”.

Sul fronte interno, l’adesione politica alla lettera del Papa e all’appello per il digiuno è praticamente unanime. Il presidente del Consiglio Enrico Letta ha confermato da San Pietroburgo lo stallo diplomatico al G20 (anche lui con un  tweet: “certificata la divisione sulla Siria”). Dal Governo invece ci si è preoccupati solo di ammorbidire un po’ la contrarietà all’intervento americano espressa dal ministro degli Esteri Emma Bonino, che ebbe a usare toni insolitamente duri nei confronti di quello che resta il miglior alleato. Anche la sinistra non di governo rappresentata da Vendola aderirà al digiuno pacifista.