Scoperto sistema planetario con due soli: “Guerre Stellari”-Tatooine ora realtà

Pubblicato il 31 agosto 2012 20:02 | Ultimo aggiornamento: 31 agosto 2012 20:10
Kepler Nasa

Rappresentazione artistica del sistema planetario Kepler-47

SAN DIEGO – Il telescopio spaziale Kepler della Nasa, ha scoperto un sistema solare simile a quello mitizzato nel film Guerre Stellari di George Lucas. Nell’universo fantastico della pellicola, il sistema “Tatooine’ era munito di due soli. Ora, Kepler ha scoperto che un sistema planetario con due soli esiste realmente ed è stato prontamente ribattezzato Kepler 47.

La scoperta guidata da un gruppo di ricercatori dell’Università della California a San Diego, dimostra che i sistemi planetari possono formarsi e sopravvivere anche in situazioni caotiche, come quella determinata dalla presenza di due stelle. Lo studio, presentato nell’assemblea dell’Unione Astronomica Internazionale, dimostra inoltre che uno dei pianeti di questo ‘strano’ sistema solare potrebbe teoricamente accogliere forme di vita. Dopo aver osservato il primo pianeta in orbita attorno a una stella doppia nel settembre del 2011, il telescopio Kepler ha individuato anche il primo ‘vero’ sistema solare doppio. Situato a 5mila anni luce di distanza, all’interno della costellazione del Cigno, il sistema planetario è costituito da due pianeti, Kepler 47b e 47c, entrambi in orbita attorno a una coppia di stelle molto vicine tra loro che ruotano attorno a un centro di gravità comune ogni 7,5 giorni. Una delle due stelle è simile al nostro Sole, mentre la sua compagna è grande appena un terzo e 175 volte più debole.

Le osservazioni realizzate dall’osservatorio spaziale della Nasa, supportate anche da alcuni telescopi terrestri, hanno permesso di identificare per ora due pianeti, il più interno con un diametro di circa tre volte quello della Terra, è piuttosto vicino ai suoi ‘soli’ ed ha con un periodo orbitale di appena 49 giorni; il più esterno è simile a Urano e il suo anno dura 303 giorni. L’orbita di quest’ultimo si trova nella cosiddetta zona abitabile, ossia alla distanza ideale dalle sue stelle e nelle giuste condizioni perchè possa teoricamente mantenere sulla sua superficie acqua allo stato liquido. Nonostante di fatto il pianeta sia molto probabilmente di forma gassosa, quindi senza una superficie rigida e non adatto alla vita, la scoperta dimostra che anche attorno alle stelle doppie, estremamente comuni nell’universo, possono esistere pianeti potenzialmente abitabili.

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