Coro di sondaggi: Monti “nì”, Berlusconi proprio “no”, nessun partito al 30%

di Antonio Sansonetti
Pubblicato il 12 settembre 2012 20:20 | Ultimo aggiornamento: 12 settembre 2012 20:38

ROMA – Nessun partito al 30%, un “nì” a Monti e un “no” netto a Berlusconi: questa in sintesi la situazione che viene fuori dai sondaggi della Ipsos di Nando Pagnoncelli per Ballarò, di Swg, della Ispo di Renato Mannheimer, di Euromedia Research di Alessandra Ghisleri per Porta a Porta, di Emg per il Tg La7, dell’Istituto Piepoli per La Stampa.

Partiti. Tenendo conto che la grande fetta degli indecisi, fra il 46% (Swg ed Euromedia) e il 51,8% (Ispo), potrà stravolgere tutto quando si andrà alle urne, così come molto cambierà se venisse approvata una nuova elettorale, più o meno proporzionale, con una soglia di sbarramento del 4 o del 5%, prendiamo come un termometro politico i dati che vengono dai sondaggi di questi giorni.

Iniziamo dalla Ipsos, che nella prima puntata di Ballarò della stagione 2012/13 ha presentato questi numeri (frutto di circa 800 risposte su oltre 3.000 chiamate effettuate il 10 settembre 2012): primo partito il Pd al 25,4%, segue un Pdl in ripresa al 21,9% (prima dell’estate la rilevazione lo dava intorno al 17%), terzo – in calo – il MoVimento 5 Stelle di Beppe Grillo con il 17,9%. Quarto partito l’Idv di Antonio Di Pietro con il 7,5%, mentre l’Udc di Pier Ferdinando Casini soffia con il 6% il quinto posto a Sinistra ecologia e libertà di Nichi Vendola, che è accreditata da Ipsos di un 5,9%. Segue la Lega Nord al 4,6%, la Federazione della Sinistra a pari merito con Futuro e Libertà al 2,3%, chiude La Destra di Francesco Storace all’1,8%.

Porta a Porta ha aperto la stagione con ben tre sondaggi. Swg di Roberto Weber dà sempre il Pd, con il 24% come primo partito, seguito da un Pdl sotto il 20%, al 19%. Pdl a pari merito con il MoVimento 5 Stelle. A pari merito anche l’Udc e Sel con il 6%. Seguono, sempre appaiati, Idv e Lega Nord al 5,5%.

Anche Ispo di Mannheimer assegna il primo posto un Pd molto forte (28%), staccato dal Pdl, bloccato al 19,9%, sotto la soglia del 20%. Il sondaggio Ispo è avaro con il MoVimento 5 Stelle, che è sempre terzo ma solo al 14,9%. Quarto posto all’Udc con il 6,7%. Seguono l’Idv al 6,2%, Sel al 5,3%, la Lega Nord al 5,2%.

Euromedia di Alessandra Ghisleri, pupilla di Silvio Berlusconi in tandem con Mariarosaria Rossi, assegna ai partiti delle “forbici”, così come si fa di solito negli exit poll. Il Pd oscilla fra il 25 e il 27%, il Pdl fra il 19 e il 21%, molto male Grillo al 10-12%, Udc e Idv al 6-8%, Sel e Lega Nord al 5-7%.

Lunedì 10 settembre c’era stato il solito appuntamento con il sondaggio Emg per il Tg di La7: Pd al 26,8%, Pdl 21,4%, MoVimento 5 Stelle 14,3%, Udc 6,7%, Idv 6,6%, Sel 6,0%, Lega Nord 5,2%.

Monti e Berlusconi. Più di un sondaggio è stato fatto sul futuro di Mario Monti, accompagnato da domande sull’operato del suo governo. Secondo gli il 47% del campione che ha risposto alla Ipsos, Monti dopo le elezioni deve andarsene. Mentre per il 42% l’attuale presidente del Consiglio deve restare al suo posto. Per il 54% degli intervistati Ipsos “Il peggio deve ancora arrivare” mentre solo per l’8% “il peggio è passato”. Ben il 43% del campione ricorda l’ultimo anno come “tante tasse per i cittadini”. La frase che fotografa meglio i 10 mesi del governo Monti per il 35% è “Ci ha salvato”, per il 34% è “Ci ha sommerso di tasse, la soluzione più facile”. Il 26% dice “Lo volevamo decisionista, invece tentenna”.

La Stampa pubblica un sondaggio dell’istituto Piepoli che vede contrapposti un 37% che vuole come premier un esponente di partito, un “politico”, contro il 36% che vuole un bis del “tecnico” Monti. Senza opinione il 27%.

Impietosi i numeri rilevati su un eventuale ritorno di Berlusconi (forse proprio questi numeri sono il motivo del perdurare del suo silenzio e del suo ritiro kenyota): secondo il 76% del campione Ipsos, è “no” la risposta alla domanda “vorrebbe di nuovo Berlusconi in un ruolo di primo piano?”. Solo il 20% vuole un ritorno dell’ex premier.

Non cambia tanto la situazione con il campione di Mannheimer. La domanda è “Berlusconi deve ricandidarsi alle prossime elezioni“. Risposta “Sì” solo per il 17%, contro un 79% di “No”. Se può consolare, fra gli elettori del Pdl l’85% vuole che Berlusconi si ricandidi e solo il 14% dice “no”. Ma già se ci spostiamo sull’elettorato “potenziale” del Pdl, i “sì, Silvio” sono il 57% e i “no” il 34%.