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Sondaggio M5S: gli italiani condannano gli eccessi ma non tolgono voti

ROMA – Il 71% delle persone ascoltate per il sondaggio dell’Istituto Piepoli pensa che Beppe Grillo, parlamentari e simpatizzanti M5s abbiano esagerato. Contro Napolitano “boia”, contro Laura Boldrini “che ci faresti in macchina?”, contro Daria Bignardi “nuora di un mandante di omicidio”. Esagerati i toni per la stragrande maggioranza, ma questo non vuol dire perdita di consenso.

Negli ultimi giorni infatti le preferenze per il M5S sono rimaste stabili rispetto all’ultima rilevazione dell’Istituto Piepoli: era dato al 19,5% il 28 gennaio, è dato al 18,5% il 3 febbraio. Sostanzialmente stabile. Il fatto è che chi ha votato M5S in linea di massima non voterà un partito tradizionale. Lo spiega Elisabetta Gualmini, politologa dell’Università di Bologna, a La Stampa:

«Chi vota i cinque stelle non vede prospettive nei partiti tradizionali. Non ha intenzione di votarli più». E non basta che il nuovo leader del Pd Matteo Renzi sia visto come un marziano dagli stessi addetti ai lavori. La lettura che Grillo e i suoi debbano alzare i toni perché sono stati superati in «nuovismo» dal sindaco di Firenze che con i suoi modi spicci ha dato l’impressione di una maggiore velocità non è sufficiente. «Renzi deve ancora essere messo alla prova e deve portare risultati in campo economico – spiega Gualmini – E visto che la crisi non si risolve nelle prossime settimane ecco che lo spazio per Grillo, e i suoi, è ancora vasto».

(Infografica La Stampa).

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