Catalogna secessionista, crack Andalusia, Spagna più rovinata che “indignata”

Pubblicato il 26 settembre 2012 9:40 | Ultimo aggiornamento: 26 settembre 2012 12:39

(LaPresse)

MADRID – A Madrid, davanti al parlamento, gli indignati protestano e si scontrano con la polizia. La Catalogna indice elezioni regionali anticipate per il 25 novembre per esercitare il “diritto all’autodeterminazione” (cioè alla secessione) e l’Andalusia valuta di chiedere 4,9 miliardi di euro di aiuti destinati alle regioni. E lo Spread raggiunge i 450 punti base.

Tutto questo dopo che Standard & Poor’s ha annunciato che la recessione che da mesi colpisce la Spagna (e l’Italia) si sta “intensificando” e che il 2013 non sarà l’anno della ripresa. E dopo che il governo ha spiegato che il deficit statale ha raggiunto quota 50,13 miliardi nei primi otto mesi del 2012, pari al 4,77% del Pil e superiore del 23,8% rispetto allo stesso periodo del 2011. Madrid dice che il deficit è comunque sotto controllo, visto che l’obiettivo è del 4,5% per l’insieme del 2012. Ma ha anche annunciato per giovedì 27 settembre un nuovo pacchetto di tagli agli adeguamenti delle pensioni e una stretta fiscale sugli investimenti in borsa e sulle emissioni di carbonio.

La mossa di Madrid, di fatto, anticiperebbe le misure necessarie a sbloccare gli aiuti europei tramite il fondo salva Stati Esm e l’intervento della Bce. Ma alcuni segnali indicano che ci sono ancora degli intoppi nel negoziato: mentre l’Europa aumenta il pressing, il vicepremier spagnolo Soraya Saenz ha chiesto di sapere ”in che misura la Bce interverrà sul mercato secondario: per prendere una decisione devi avere tutti gli elementi sul tavolo”.

In questa situazione continuano le manifestazioni degli indignados, in protesta davanti al Congresso dei deputati a Madrid contro quella che ritengono una democrazia “sequestrata” e assoggettata “ai mercati finanziari”. Oltre una trentina di persone sono state arrestate, più di 60 i feriti.

Il presidente della regione autonoma della Catalogna, Artur Mas, ha convocato le elezioni anticipate per il 25 novembre prossimo “per esercitare il diritto all’autodeterminazione”. Secondo gli ultimi sondaggi, un ipotetico referendum sull’indipendenza in Catalogna vedrebbe una vittoria schiacciante del “sì”, con solo il 15-20% di voti a favore dello status quo.

La Catalogna è la regione spagnola più indebitata tra le 17 comunità autonome del Paese, con un debito di 44 miliardi di euro, pari al 22% del Pil. A fine agosto il Governo di Barcellona aveva dovuto chiedere un aiuto di 5 miliardi di euro a Madrid per poter far rimborsare il debito.

L’Andalusia, invece, starebbe valutando adesso la possibilità di ricorrere agli aiuti destinati alle regioni e chiedere 4,9 miliardi di euro. Il fondo perle regioni dispone di 18 miliardi e deve essere attivato entro questa settimana.

 

 

 

 

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