Sparatoria Santa Monica, killer apre fuoco in strada: 5 morti, 3 feriti (foto)

Pubblicato il 8 Giugno 2013 8:45 | Ultimo aggiornamento: 8 Giugno 2013 8:45

NEW YORK – Una tuta tattica nera e fucile d’assalto. Questa la tenuta del killer che ha aperto il fuoco in strada e in un college a Santa Monica, negli Stati Uniti, il 7 giugno. Il killer ha ucciso 4 persone e ne ha ferite 3, poi è morto  in uno scontro a fuoco con la polizia. Ennesima sparatoria all’insegna della follia omicida e cieca, che uccide nella furia passanti ignari di quanto accade. Una follia omicida che si consuma a pochi chilometri di distanza da dove il presidente Barack Obama era impegnato in un evento di raccolta fondi.

Un portavoce della sicurezza di Obama ha dichiarato: “Siamo consapevoli dell’incidente e non sta avendo impatto sulla visita. E’ una questione della polizia locale”. Secondo la ricostruzione del capo della polizia di Santa Monica, Jacqueline Seabrooks, il killer, che non è stato ancora identificato, aveva tra i 25 e i 35 anni ed ha iniziato dando fuoco ad una abitazione, dove poi sono stati ritrovati i corpi di due persone, nella zona di Yorkshire Avenue.

Il killer poi spostandosi a piedi ha fermato un’auto di passaggio e, armi in pugno, se n’è impadronito. Nella fuga ha quindi iniziato a sparare sulle auto di passaggio, compreso un autobus e una volante della polizia, ferendo diverse persone, una delle quali, una donna, è poi morta dopo il ricovero in ospedale.

A quel punto, vistosi braccato dalla polizia, l’uomo si è rifugiato nel Santa Monica College, affollato di studenti impegnati negli esami di fine anno. Dopo aver sparato ad un’altra donna, si è barricato nella biblioteca del college, dove in uno scontro a fuoco la polizia lo ha infine ucciso.

Seabrooks ha dichiarato: “Non siamo sicuri a 100 per cento che abbia agito da solo”. Gli agenti hanno fermato anche una persona definita ”di interesse”, che attualmente viene interrogata. Alcune delle quattro vittime del killer, ha detto ancora il capo della polizia locale, probabilmente sono state uccise a caso.

Uno degli studenti del college, Stephen Bell, era nella sua classe accanto alla biblioteca e ha detto di aver visto che una donna veniva colpita. La donna ha urlato ”Spari!”, ha raccontato Bell al Los Angeles Times. I ragazzi si sono allora immediatamente chiusi in classe e si sono messi in terra sotto i banchi, e lui ha pensato: ”O mio Dio, come il liceo Columbine”, in Colorado, dove nel 1999 due studenti massacrarono a colpi d’arma da fuoco 13 persone, per poi suicidarsi.

(Foto Ansa)