Statua Montanelli ancora presa di mira, ora ha una bambola di una bimba in braccio FOTO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Giugno 2020 11:07 | Ultimo aggiornamento: 29 Giugno 2020 11:07
Statua Montanelli ancora presa di mira, ora ha una bambola di una bimba in braccio FOTO

Statua Montanelli ancora presa di mira, ora ha una bambola di una bimba in braccio FOTO

La statua di Montanelli ancora presa di mira, ora ha una bambola di bimba in braccio. Il pupazzo rappresenta una bambina eritrea. In un cartello si legge: “Ora il monumento è completo”.

Ancora una volta presa di mira la statua di Indro Montanelli ai giardini di via Palestro a Milano: “L’artivista Cristina Donati Meyer, – ha annunciato lei stessa in un comunicato – ha completato il monumento. Integrandolo con la bambina dodicenne, schiava sessuale, che il giornalista comprò in Eritrea, durante l’occupazione italiana”.

Come riporta la nota, elusa la sorveglianza della polizia, l’artista-attivista, ha posato in braccio alla statua del giornalista il fantoccio di una bambina eritrea. Poi ha affisso un cartello esplicativo: “Il monumento a Indro Montanelli, così, è completo. Non occorreva colorare la statua, era sufficiente aggiungere sulle ginocchia la bambina eritrea di 12 anni della quale abusò da soldato colonialista”.

Gli agenti sono intervenuti , fermando e identificando l’artista.

Qualche settimana fa la statua era stata imbrattata.

Un collettivo studentesco aveva versato vernice rossa sulla testa della statua di Indro Montanelli e coperto con la scritte in nero “Razzista, stupratore” quella originale di “Giornalista”.

La statua era finita al centro di molte polemiche dopo che ne era stata chiesta la rimozione sull’onda delle manifestazioni antirazziste in seguito all’uccisione di George Floyd.

I vandali erano entrati nel parco ancora aperto in serata, quando a causa della pioggia c’era poca gente. Hanno rapidamente imbrattato la statua, lasciando sacchetti e barattoli attorno al monumento, per poi darsi alla fuga.

“Proprio non ci siamo. L’odio, la cattiveria e l’astio sono sempre più dominanti sul confronto civile e democratico. C’e’ da preoccuparsi seriamente”, aveva commentato il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. (Fonte Ansa).