Ecco come sarà la stazione internazionale della Val di Susa

Pubblicato il 18 settembre 2012 16:30 | Ultimo aggiornamento: 18 settembre 2012 16:30

L’architetto giapponese Kengo Kuma presenta a Torino la stazione internazionale di Susa (foto Ansa)

TORINO – Chissà cosa ne pensano nel frattempo i leader No Tav, ma la stazione internazionale di Susa considerata dagli addetti ai lavori un fiore all’occhiello della Torino-Lione ad alta velocità ferroviaria, nasce sotto il principio ispiratore dell”architettura del territorio. Il progetto curato dall’architetto giapponese Kengo Kuma è stato presentato martedì 18 settembre a Torino, ha vinto il concorso bandito dalla Ltf (Lyon Turin Ferroviaire) proprio per come “si integra nel territorio – ha sottolineato Mario Virano, presidente dell’Osservatorio sulla Torino-Lione – Contribuirà, anzi, a sanare le ferite di aree compromesse. E – ha detto ancora Virano – sarà, come l’intera nuova linea, un valore aggiunto per l’intera valle di Susa, una porta italiana verso l’Europa”.

Il costo dell’opera è di 48,5 milioni di euro, i lavori dureranno 3-4 anni e partiranno nel 2014, quando i cantieri della Torino-Lione entreranno nel vivo, terminato l’iter di approvazione del progetto definitivo, con l’esame della Valutazione di impatto ambientale, della tratta internazionale e dopo che il Cipe avrà definito il piano di finanziamenti a carico dell’Italia. Alla stazione di Susa si incontreranno – ha spiegato Virano – la linea storica e la nuova Torino-Lione, oltre che i treni ‘della montagna’: “Dieci convogli internazionali passeggeri al giorno delle linee internazionali che fermano a Susa, 8 ‘regionali veloci’ della Torino-Lione e 8, metà dalla Francia altrettanti dall’Italia per le stazioni turistiche montane, 40 treni regionali della linea storica Susa-Torino. Infine – ha concluso Virano – da Susa transiteranno anche i treni che non fermeranno in quella stazione. E la stazione avrà funzione di interscambio con il polo intermodale”.

Per ridurre al minimo l’impatto, tutti i materiali di scavo della stazione saranno trasportati su treni su un binario in galleria che collegherà il cantiere con lo snodo di Bussoleno, una decina di chilometri più a valle. L’area interessata è poco meno di 10 ettari e la stazione – ha spiegato l’architetto Kuma – è “stata progettata per essere non solo luogo di partenza ed arrivo per i passeggeri, ma come un ‘condensatore sociale’, con una serie di servizi alla città e all’intera vallata. Ci saranno spazi per congressi, luoghi per informazioni turistiche e all’esterno un’ampia balconata panoramica sulla valle.

La copertura dell’edificio sarà ispirata alle lose, pietre di montagna, ridisegnate in chiave tecnologica, saranno installati impianti solari e fotovoltaici e un sistema di ventilazione naturale. Per costruirla – ha aggiunto Virano – sarà necessario abbattere “solo due abitazioni unifamiliari e una piccola attività commerciale”. Per il sindaco di Susa, Gemma Amprino, “si deve gratitudine all’Osservatorio, alla Ltf e a tutti coloro che hanno accetato una sfida che ha una portata epocale. La nuova stazione sarà strumento per valorizzare la Valle di Susa, un tesoro dell’Europa”.