Sudafrica, bambini neri e bianchi separati in classe FOTO: la denuncia di una mamma

di redazione Blitz
Pubblicato il 11 gennaio 2019 13:00 | Ultimo aggiornamento: 11 gennaio 2019 13:00
Sudrafica bimbi separati in classe

Sudafrica, bambini neri e bianchi separati in classe FOTO: la denuncia di una mamma

SCHWEIZER-RENEKE – Bmabini bianchi e bambini neri separati in classe dopo il suono della campanella del primo giorno di scuola. Accade in Sudafrica nella scuola di Learkool Schweizer-Reneke. La foto inizia a circolare su una chat di WhatsApp grazie ad una mamma, e la vicenda che sembra riportare il paese africano indietro di decenni, a quando c’era lapartheid, viene ripresa dai siti di molti paesi. 

Nella foto si vede che la maggior parte dei bambini, quelli bianchi, sono stati fatti accomodare su un grande tavolone. Soltanto 4 di loro, tutti di colore, vengono invece fatti sedere intorno ad un tavolino collocato in un angolo dell’aula.  

A diffondere la foto una madre che ha denunciato la situazione. La mattinata, racconta la mamma, era iniziata senza problemi: lei e gli altri genitori avevano lasciato i figli a scuola alle 9. Poi, a metà mattina, sul gruppo WhatsApp dei genitori è arrivata la foto che avrebbe dovuto tranquillizzare mamme e papà sul normale svolgimento delle attività. Gli altri genitori hanno risposto all’immagine con dei “grazie”, tutti meno una mamma, l’unica a quanto pare ad essersi indignata per la separazione tra studenti bianchi e studenti neri.

A diffondere sui social lo scatto è stata la mamma di uno dei ragazzini di colore. A difesa della donna è intervenuto anche l’attivista studentesco Mcebo Dlamini, che ha sottolineato: “La cosa più provocante di questa immagine non è che i ragazzini neri siano ostacolati dai bambini bianchi, è comune nella nostra presunta Africa post-apartheid, piuttosto ciò che diventa doloroso è che ci sono persone di colore che insistono ancora sul fatto che il razzismo è finito e pensano che neri e bianchi possono avere relazioni pacifiche che non hanno sfumature di razzismo”. Secondo Dlamini però, ciò non è possibile “finché i bianchi hanno il potere”.

Della vicenda ha parlato anche il governo, sia locale che nazionale, che hanno aperto un’inchiesta. C’è chi ipotizza però che la divisione fosse dovuta a motivi linguistici: molti bambini neri, infattti, non parlano l’afrikaan, la lingua usata in Sudafrica dalla minoranza bianca.