Sudafrica, i crateri giganti scavati per raccogliere piccoli diamanti FOTO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Maggio 2015 13:15 | Ultimo aggiornamento: 13 Maggio 2015 13:15

ROMA – Il Sudafrica è pieno di crateri larghi fino a 750 metri e profondi circa 500, utilizzati per estrarre pietre preziose che se venissero messi tutti insieme sarebbero grandi poco più di un pallone da spiaggia, seppur di inestimabile valore. Per dimostrare questo immenso contrasto, il fotografo 33enne Dillon Marsh ha messo a confronto con l’ausilio di immagini riprodotte in scala al computer, da una parte la grandezza delle cave sfruttate per l’attività estrattiva, dall’altra i pochi diamanti ricavati dalle stesse, che sono stati rappresentati come delle sculture a forma di sfera.

Come spiega Sabrina QUartieri sul Messaggero citando un articolo de Daily Mail

“I luoghi scelti per il progetto sono quelli delle miniere di Koffiefontein, Jagersfontein e Kimberley della provincia di Capo Nord in Sudafrica, dove le pietre preziose furono scoperte nel 1867. Da allora, con i pionieri che invasero quelle terre così preziose, scavando sempre più a fondo, il Sudafrica divenne il primo produttore di diamanti al mondo. L’artista spiega: “Le miniere mi hanno affascinato da sempre, perché trovo molto interessante capire come le persone interagiscano con l’ambiente”. Il fotografo racconta di aver cominciato le sue esplorazioni con le cave di rame, pensando soprattutto ad apprendere quanto fosse la quantità di metallo che se ne poteva ricavare da ogni cava. “Questo mi ha portato a realizzare il primo progetto di immagini di sculture in scala riprodotte al computer, idea che poi ho voluto applicare alle ben più famose miniere di diamanti”, ha concluso Marsh. Ora tutte queste cave sono chiuse, ma il paesaggio fatto solo di grandi buchi vuoti resterà visibile per intere generazioni”.