Terni in piazza contro la Thyssen. Fischi a Camusso-Angeletti FOTO, VIDEO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Ottobre 2014 14:55 | Ultimo aggiornamento: 17 Ottobre 2014 18:07
Terni in piazza contro la Thyssen. Fischi a Camusso-Angeletti

Terni in piazza contro la Thyssen. Fischi a Camusso-Angeletti

TERNI – Sono trentamila le persone scese in piazza a Terni: l’intera città al fianco degli operai delle acciaierie attorno alle quali si è costruita l’identità del comune umbro. Ce l’hanno con i tedeschi della Thyssenkrupp che hanno messo in mobilità 537 lavoratori dell’Ast (Acciai Speciali Terni). Ma ce l’hanno anche con i sindacati, colpevoli di non aver saputo sostenere la loro lotta. Fischi sonori sono arrivati all’indirizzo della leader Cgil, Susanna Camusso, sul palco di piazza della Reppubblica insieme ai colleghi della Cisl, Giuseppe Farina, e della Uil, Luigi Angeletti. Stesso trattamento anche per quest’ultimo.

“E’ la tensione provocata da un’azienda che si immagina di ridurre la potenzialità produttiva di questo territorio”, ha detto Camusso lasciando la piazza. Salvo poi leggere in un comunicato della Cgil diffuso al termine della manifestazione:

“Dispiace che mentre la comunità si stringe intorno ai lavoratori Ast, un gruppo di persone estranee al sindacato e alla vertenza abbiano deliberatamente disturbato questa grande prova di unità dei lavoratori ternani”.

Intanto Terni non si piega. E con gli operai ci sono proprio tutti: lavoratori delle altre aziende in crisi, cittadini e studenti, che si sono radunati alle 9.30 davanti ai cancelli della fabbrica di viale Brin. Da lì si è snodato il corteo organizzato dai sindacati, lungo oltre un km, che ha attraversato le vie del centro. Due ali di folla si sono radunate attorno ai manifestanti che indossavano le magliette con su scritto: “L’acciaieria non si tocca”. In corteo c’erano anche famiglie con i passeggini. Cartelli e striscioni di solidarietà sono stati esposti anche sui balconi delle case e sulle serrande dei negozi: “Io sto con Terni”. “Chiudiamo oggi perché non chiuda la città domani”. In strada una finta bara rossa con la scritta: “La fine di Terni”. Tra gli slogan urlati: “L’acciaieria non si tocca la difenderemo fino alla lotta”, “se non cambierà lotta dura sarà” e “chi non salta un tedesco è”.

Tanta coesione, spiegano, è dovuta al fatto che senza le acciaierie la città non ha futuro: “Ce l’abbiamo col governo, ma anche coi sindacati. Troppo di rado si sono fatti davvero gli interessi dei lavoratori. E poi anche qualche pezzo di città non si rende conto fino in fondo di cosa rischiamo tutti. Senza Ast, perché l’impressione è che questi vogliano smantellare del tutto, diventeremmo una città di pensionati“. C’è pure chi manda un messaggio al governo: “Renzi, dì alla Merkel che non ci piegheremo alla sua prepotenza”.

Il Governo che ieri ha incontrato le istituzioni locali a Palazzo Chigi, stigmatizza con fermezza la gestione unilaterale della vertenza Ast ThyssenKrupp e ha dettato i punti fermi intorno ai quali si deve articolare il dialogo: il mantenimento del secondo forno; il mantenimento dei livelli di produzione degli ultimi 3 anni; il trasferimento della linea produttiva di Torino; gli investimenti in innovazione di processo e di prodotto per 110 milioni di euro in 3 anni;lo sviluppo della rete commerciale di Ast ThyssenKrupp.

Foto Ansa

(Video Repubblica Tv)