Terremoto Emilia, un anno dopo. Napolitano: “Uniti in dolore e ricordo” (foto)

Pubblicato il 20 Maggio 2013 12:13 | Ultimo aggiornamento: 20 Maggio 2013 13:16

BOLOGNA – E’ passato un anno dal terremoto che devastò l’Emilia Romagna tra le province di Modena e Ferrara. Il 20 maggio 2012 alle 4.03 del mattino una scossa di magnitudo 5.9 colpì il cuore dell’Emilia e dei suo abitanti. Crolli, vittime e danni non sono  un ricordo lontano. “Il Paese è unito nel dolore e nel ricordo”, ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. E ad un anno dal terremoto la priorità è ricostruire e ricominciare dopo la tragedia.

Napolitano, ad un anno dal terremoto che ha colpito i territori dell’Emilia-Romagna, interessando anche la Lombardia e il Veneto, in un messaggio ha rivolto il suo partecipe pensiero ”a quanti hanno subito gravi lutti e ingenti danni personali e materiali. Tragedie come questa infliggono una ferita al Paese intero che si deve ritrovare unito nel dolore e nel ricordo”.

Il capo dello Stato ha dichiarato in una note del Quirinale: “In questa ricorrenza desidero rinnovare il mio vivo apprezzamento per l’esempio di forza e di coesione offerto dalle popolazioni nel reagire alla sciagura ed il mio ringraziamento ai tanti cittadini che spontaneamente accorsero in aiuto prestando il loro sostegno nei momenti più difficili con generosità e alto senso civico. Nella certezza che lo stesso spirito continuerà ad animare il processo di ricostruzione esprimo alle comunità colpite la vicinanza mia e di tutti gli italiani”.

A ricordare quella tremenda giornata, che il 29 maggio ebbe una replica ancora più disastrosa dal punto di vista delle vittime, ci sarà la presidente della Camera Laura Boldrini, che chiuderà la seduta straordinaria del consiglio provinciale di Ferrara, insieme al presidente della Regione, e commissario per la ricostruzione, Vasco Errani.

La Boldrini, in un’intervista alla Nuova Ferrara, ha dichiarato: “Sarò in Emilia per rendere omaggio alla memoria delle persone scomparse ed esprimere la vicinanza ai loro famigliari”. La presidente della Camera ha detto di voler ringraziare tutti quelli che hanno lavorato, perché “la loro azione ha fatto bene all’Italia intera, non solo nelle zone terremotate”.

Una delle ragioni per cui la Boldrini sarà a Ferrara “risiede non nel fare promesse ma nell’assumere una responsabilità di fronte ai cittadini e alle istituzioni locali: la Camera dei deputati farà di tutto perché non cali l’attenzione generale sulle esigenze del territorio e si impegnerà a dare corso tempestivamente a tutti i provvedimenti legislativi necessari”.

Ma saranno molte il 20 maggio, in tutte le zone colpite terremoto, le cerimonie che serviranno per ricordare le vittime, ma anche per tenere alta l’attenzione su una ricostruzione che deve compiere ancora molti passi. Ci saranno inaugurazioni di chiese, di strutture pubbliche, ma anche feste per dare un segnale che le cose, sia pure faticosamente, stanno tornando alla normalità.

Oggi a Mirandola un altro segnale di ripresa arriverà con l’inaugurazione del laboratorio del biomedicale donato dalla Fondazione La Stampa-Specchio dei Tempi, dal Comune di Torino e dalla Fondazione Bnl-Gruppo Bnp Paribas. Molte altre saranno poi le iniziative che arriveranno fino al 29 maggio, ovvero a quello che di fatto è il secondo appuntamento con l’anniversario del terremoto: a Medolla, uno dei paesi che ha riportato i danni più gravi, sarà inaugurata la nuova chiesa provvisoria progettata dall’architetto Davide Marazzi.

(Foto LaPresse)