Tokyo, le urla: “Perché non ti sposi?”. Pubbliche scuse e inchino del deputato

di redazione Blitz
Pubblicato il 24 Giugno 2014 13:32 | Ultimo aggiornamento: 24 Giugno 2014 13:33

TOKYO – Pubbliche scuse, con tanto di inchino, al cospetto della collega, bersaglio di insulti sessisti nel corso del dibattito sulle politiche per la maternità. Accade nella lontanissima Tokyo, dove il consigliere conservatore dell’assemblea metropolitana, Akihiro Suzuki, ha infine ammesso la paternità delle frasi urlate dai banchi dei liberaldemocratici alla collega Ayaka Shiomura.

In conferenza stampa, trasmessa in diretta tv, Suzuki, 51 anni, si è inchinato dinanzi alla collega 35enne porgendo le sue scuse, a lei e a tutta la comunità. L’episodio incriminato risale a mercoledì scorso quando Shiomura, esponente di opposizione, stava intervenendo sui piani del governo locale per aiutare le attuali e future madri in un Paese in piena crisi demografica.

All’improvviso, dai banchi dei liberaldemocratici, il partito del premier Shinzo Abe, sono partite battute sessiste del tenore: “Perché non ti sposi?” e “Non sei in grado di avere figli?“. Al termine dell’intervento la giovane deputata è scoppiata in lacrime e le immagini, trasmesse dalla tv pubblica Nhk, hanno dato il via a una autentica bufera di indignazione.

Migliaia di lettere, e-mail e telefonate di disapprovazione sono giunte all’indirizzo del governo metropolitano di Tokyo. Un episodio giudicato da più parti “indegno” di una città che vuole ospitare le Olimpiadi nel 2020. La solidarietà alla giovane Shiomura è corsa pure sui social network, su Twitter e Facebook, e poi di rimbalzo su tutti i media, mentre tutte e 25 le donne dell’assemblea, sui 127 seggi totali, hanno protestato e spinto l’onda alla Dieta e, infine, al governo.

L’amministrazione Abe, dopo un iniziale no comment, ha infine preso le distanze dall’episodio giudicando “deprorevoli” le battute di Suzuki e ricordando i piani del premier (la cosiddetta “Womenomics“) per favorire un ruolo più attivo delle donne nella società.

Dal canto suo, Suzuki, che ha lasciato il gruppo Liberaldemocratico pur non rassegnando le dimissioni, si è giustificato sostenendo che era sua intenzione “esprimere la speranza che le donne possano sposarsi visto il tasso di natalità in declino”.

Eletto per la prima volta nel 2007, il politico è conosciuto per aver fatto parte del gruppo di consiglieri ultranazionalisti sbarcato ad agosto del 2012 a Uotsuri, una delle isole Senkaku nel mar Cinese orientale, controllate da Tokyo, ma fortemente rivendicate da Pechino col nome di Diaoyu. Anche in quel caso, il blitz provocò una durissima reazione, quella cinese.

(Foto Ansa)