Toni Servillo, dall’Oscar al teatro con Eduardo: “La vita è davvero bella”. FOTO

di redazione Blitz
Pubblicato il 5 marzo 2014 6:48 | Ultimo aggiornamento: 5 marzo 2014 1:17

PADOVA – Appena uscito dal sogno di Hollywood Toni Servillo si è ributtato a capofitto nel teatro, quasi a voler tornare alla realtà, quella del pubblico che ti guarda dritto negli occhi. Ha superato emozione, stanchezza e jet lag Jep Gambardella e, neanche 48 ore dopo aver alzato con Paolo Sorrentino la statuetta dell’Oscar, si è rimesso nei panni di Alberto Saporito, protagonista di “Le voci di dentro“, spettacolo di Eduardo De Filippo che ha portato in scena martedì sera al teatro Verdi di Padova, gremito in ogni ordine di posto.

Quando l’attore napoletano è entrato in scena la gente in sala non ha potuto trattenere un lungo applauso, che ha costretto Servillo a interrompersi per qualche istante, ringraziando il pubblico con un gesto della mano. “Ve lo dico senza retorica, ma la vita a volte è davvero bella. Ho volato quasi direttamente da Los angeles a Padova per onorare il palco, il pubblico e il mestiere” ha detto l’artista partenopeo.

“Quando ho cominciato l’attività di attore – ha aggiunto – mai avrei pensato di vivere in così poco tempo una serata come quella di due sere fa e una come questa, che è la 150ma replica di questo spettacolo. Per me è stata una vera gioia essere riuscito ad unire il successo di un film ad Hollywood e il mestiere di attore”.

Si è poi scusato, spiegando che solitamente al termine degli spettacoli ama scambiare due parole con il pubblico “ma stasera sono troppo stanco, scusate”.

Un tour de force quello a cui Servillo si è sottoposto, per rispettare l’impegno preso con il Verdi prima che si prefigurasse la scalata del film di Sorrentino verso la vetta dell’Academy Awards. L’attore era rientrato solo nel primo pomeriggio dagli Usa, giungendo all’aeroporto di Venezia.

“E’ la prima volta che vengo al Verdi – ha detto Servillo, ricevendo dal sindaco Ivo Rossi una medaglia raffigurante il palazzo della Ragione, uno dei simboli della città – Ora mi fermerò in città per riposarmi tutta la settimana. Magari visto anche il mio nome vedrò di fare una tappa al Santo”.