Torino, dieci ambulanze in coda per rientrare in ospedale. La foto simbolo della seconda ondata

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Novembre 2020 11:49 | Ultimo aggiornamento: 4 Novembre 2020 11:49
Torino, dieci ambulanze in coda per rientrare in ospedale. La foto simbolo della seconda ondata

Torino, dieci ambulanze in coda per rientrare in ospedale. La foto simbolo della seconda ondata (foto Ansa)

 

A Torino la fila delle ambulanze in attesa del rientro in ospedale. Ecco una delle foto simbolo di questa seconda ondata da coronavirus. 

La foto, scattata in corso Dante a Torino da Pietro Izzo e pubblicata su Instagram, mostra una decina di ambulanze in fila e a sirene spente mentre rientrano in ospedale intorno alle 22 alla fine del servizio.

“Dieci ambulanze in coda sotto casa – scrive Pietro Izzo sui social pubblicando la foto scattata a Torino -.

Una luce blu che ha riempito tutti gli appartamenti della via. Senza sirena, quindi vuote (spero) e in procinto di tornare al deposito, o dove vanno a dormire le ambulanze quando finiscono un turno.

Però impressionante.

E siccome mi ha impressionato, ho filtrato la foto in modo che sembrassero tante macchinine giocattolo, per mettere un po’ di distanza fra me e loro e avere un po’ meno tristezza.

Con tutto che le ambulanze sono speranza di vita”.

Le 5 Regioni che potrebbero chiudere. Quali sono (forse) le rosse, le arancioni e le verdi

L’elenco delle Regioni rosse, arancioni e verdi deve ancora essere reso noto ma le Regioni più a rischio (rosse) dovrebbero essere Piemonte, Lombardia e Calabria oltre alla provincia di Bolzano. Ma anche la Campania, in bilico tra rosso e arancione. Capire quale colore in base al rischio contagio sarà assegnato a una Regione è fondamentale per sapere cosa chiude e cosa no, come spostarsi, cosa si può fare…

In zona arancione dovrebbero esserci quindi la Campania (forse), la Puglia, il Veneto (che oscilla tra arancione e verde), la Liguria e la Valle d’Aosta. Verdi tutte le altre.

 

Regioni rosse: Piemonte, Lombardia, Alto Adige, Calabria e forse Campania. Quelle arancioni: Valle d’Aosta, Liguria, Veneto (in bilico col verde), Campania (in bilico con il rosso) e Puglia. Regioni verdi: Trentino, Friuli, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Marche, Umbria, Abruzzo, Molise, Basilicata, Sicilia, Sardegna e forse il Veneto.

I colori al momento sarebbero questi, ma possono cambiare anche nei prossimi giorni. Saranno i numeri della pandemia di ogni Regione a far spostare il fattore di rischio.

Ma proprio sui dati, ovvero sui numeri che dovrebbero essere incontrovertibili, si è nel frattempo scatenata una polemica.

Per questo i governatori hanno scritto una lettera a Conte in cui esprimono preoccupazione per i passaggi del Dpcm che “esautorano il ruolo e i compiti delle Regioni e Province autonome, ponendo in capo al governo ogni scelta e decisione” e vogliono “un contraddittorio per l’esame dei dati” insieme ai tecnici dei dipartimenti regionali. 

Prima della firma del Dpcm da parte del premier Giuseppe Conte, i ministri Francesco Boccia e Roberto Speranza hanno inviato una risposta alle regioni nella quale si specifica che “il coinvolgimento delle Regioni e delle Province autonome è ampiamente garantito dalla partecipazione diretta delle stesse in seno alla Cabina di regia, nonché dall’iter procedimentale costruito che contempla l’adozione, da parte del Ministro della salute, delle relative ordinanze, sentiti i Presidenti delle regioni interessate”.