Torino, sgomberato “Verdi” occupato: 102 denunciati, scontri con la polizia

Pubblicato il 30 Ottobre 2012 18:21 | Ultimo aggiornamento: 30 Ottobre 2012 19:30

Foto Ansa

TORINO – La polizia ha sgomberato il “Verdi“, palazzo dell’Edisu, l’ente per l’edilizia universitaria, occupato dagli studenti nel centro di Torino. Centodue persone sono state denunciate per invasione di edifici. In reazione allo sgombero è partito un mini corteo diretto al palazzo del Comune di Torino, dove governa da un anno e mezzo Piero Fassino del Pd, il corteo si è poi diretto verso la sede torinese del Miur, il ministero dell’Istruzione. In entrambi i casi il corteo è stato respinto dalle forze dell’ordine.

Alla fine degli scontri – con lancio di sassi, bengala e petardi – che ci sono stati fra la polizia, gli studenti e i militanti del centro sociale “Askatasuna”, si contano quattro feriti fra gli agenti e uno fra i manifestanti. Alcuni dei 102 occupanti, in gran parte sudamericani, sono accusati anche di produzione di sostanze stupefacenti, in quanto all’interno dell’edificio sono state trovate anche alcune piantine di marijuana.

Nella palazzina, che era stata occupata lo scorso gennaio per protestare contro i tagli all’Edisu, l’ente per l’edilizia universitaria, è in corso un viavai di persone che stanno recuperando i propri effetti personali. Intanto i no Tav hanno immediatamente manifestato la loro solidarietà dandosi stasera appuntamento al presidio di Chiomonte.

La residenza sgomberata è ”uno studentato con 200 posti letto – osservano i no Tav – destinato a studenti bisognosi di borsa di studio, che l’Edisu aveva chiuso lo scorso anno a causa dei tagli all’Università, e che gli studenti, ritrovatisi senza un tetto da un giorno all’altro, avevano mantenuto aperto e autogestito fino ad oggi”.

”Il caso della Verdi 15 (l’edificio sgomberato, ndr) è un esempio chiaro – affermano i no Tav – delle assurde politiche di questi governi, che sprecano milioni di euro per le grandi opere di devastazione e tolgono risorse all’istruzione e al futuro dei giovani, contro cui il movimento no Tav si batte da sempre”