L’occhio dell’uragano Genevieve visto dallo spazio FOTO

di Lorenzo Briotti
Pubblicato il 21 Agosto 2020 16:43 | Ultimo aggiornamento: 21 Agosto 2020 17:19
L'uragano Genevieve visto dallo spazio

(foto Twitter/Nasa Chris Cassidy)

L’occhio dell’uragano Genevieve visto dallo spazio, esattamente dalla Iss. La foto pubblicata su Twitter dall’astronauta della Nasa Chris Cassidy.

L’occhio dell’uragano Genevieve fotografato dallo spazio. Dopo essersi abbattuto sulla costa del Messico, Genevieve si è indebolito fino a trasformarsi in una tempesta tropicale. 

Chris Cassidy della Nasa ha ripreso dallo spazio l’occhio, ossia il vortice che si forma. L’astronauta è attualmente a bordo della Iss, la Stazione Spaziale Internazionale, e attraverso queste foto ha documentato dallo spazio la pericolosità dell’evento atmosferico. 

Genevieve, giovedì 20 agosto si è abbattuto sulla costa del Messico sferzando con piogge torrenziali e raffiche di vento le località turistiche intorno a Los Cabos.

Nel momento in cui l’astronauta ha scattato queste foto Genevieve era un potente uragano di categoria 4 con venti da 215 chilometri orari. Genevieve, in quel momento stava facendo danni nella zona di Cabo San Lucas nella California del sud in Messico, dove la mareggiata di martedì 18 ha causato due morti.

Da uragano a tempesta tropicale

Dopo aver brevemente toccato la categoria 4 diventando di fatto l’uragano più forte della stagione del Pacifico, Genevieve si è rapidamente declassato fino alla categoria 1 e adesso si trova a circa 200km dalla costa.

Nei prossimi 2-3 giorni manterrà questa distanza dal continente spostandosi parallelamente alla Penisola della California fino a declassarsi ulteriormente a tempesta tropicale.

Più che i venti, per i prossimi giorni si temono gli effetti delle precipitazioni.

Forti piogge continueranno a colpire la Penisola, l’allerta rossa rimane anche per il settore centrale con La Paz e Ciudad Constitution sempre in Messico (fonte: Ansa, Rai News, Nasa, space.com). 

L'uragano Genevieve visto dallo spazio

(foto Twitter/Nasa Chris Cassidy)