Festival Venezia, vince “Pietà” di Kim Ki-Duk. Italia delusa dal suo quasi flop

Pubblicato il 9 settembre 2012 8:57 | Ultimo aggiornamento: 9 settembre 2012 9:43

VENEZIA – Il Leone d’oro del 69esimo Festival del Cinema di Venezia è andato al film “Pietà” di Kim Ki-Duk. All’americano “The Master” invece è andato Leone d’argento. Un festival che per l’Italia è quasi un flop. Con 3 film su 18 presentati al concorso i vincitori di premi sono Daniele Ciprì, Osella per la fotografia di “E’ stato il figlio”, mentre il premio Mastroianni per l’attore rivelazione è andato a Fabrizio Falco, attore sia per “La bella addormentata” che “E’ stato il figlio”. Una grande delusione quella italiana, che dopo i 16 minuti di applausi per “La bella addormentata” di Marco Bellocchio, che si aspettava da questo Festival qualche riconoscimento in più.

Come è un po’ tradizione alal Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, un’opera come “L’intervallo” di Leonardo di Costanzo, passata a Orizzonti e non in concorso, ha ricevuto ben sette premi collaterali, tra cui il Fipresci (Federazione Internazionale Critici Internazionali). Non è la prima volta. Era già successo nel 2008 con “Pranzo di Ferragosto” che non fu considerato per il concorso, ma poi divenne un piccolo caso che incasso al Lido il Luigi De Laurentiis e poi David di Donatello e Nastri d’argento.

In una edizione venata di misticismo, religione e ortodossia, oltre a “The master”, che si ispira a Scientology, si portano a casa due premi importanti il film del regista austriaco Ulrich Seidl, per “Paradise Faith”, che vince il Premio Speciale della Giuria con la storia di una cattolica, troppo morbosamente praticante, e ancora il piccolo-gioiello israeliano “Fill the void” di Rama Bursthein, storia di un amore che nasce in una famiglia ultra-ortodossa di Tel Aviv che si porta a casa la Coppa Volpi con l’attrice protagonista Hadas Yaron.

La sceneggiatura va invece al film di Olivier Assayas “Apres Mai”. Un film sull’adolescenza, e non sul Sessantotto, ci ha tenuto a precisare il regista francese che ci porta indietro alla Parigi del 1971 con protagonista Gilles, aspirante pittore che si ritrova impegnato nelle lotte studentesche.

Infine, il premio Luigi De Laurentiis alla migliore opera prima va al film turco-tedesco Küf diretto dal giovane Ali Aydin. Presentato alla Settimana della critica, è stato acquistato per l’Italia dalla Sacher Film che lo distribuirà nella primavera del 2013. Il film affronta il dramma dei desaparecidos turchi.

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