Viareggio, sindaco cacciato dal locale perché in bermuda: “Non sapevo di questa regola”

di redazione Blitz
Pubblicato il 9 agosto 2017 14:17 | Ultimo aggiornamento: 9 agosto 2017 20:55

VIAREGGIO – Lo hanno invitato “cortesemente” a uscire dal ristorante perché indossava dei bermuda: il locale richiede i pantaloni lunghi. E’ la disavventura capitata martedì sera a Viareggio, in provincia di Lucca, e non a un cittadino qualunque, bensì al sindaco della cittadina versiliese, Giorgio Del Ghingaro.

A raccontare, con imbarazzo, l’accaduto è stato lo stesso primo cittadino sulla sua pagina Facebook Un’esperienza “un po’ umiliante”, “spiacevole” e “sgradevole”, riferisce, spiegando anche di aver avuto “la brutta sensazione di aver subito una piccola violenza” e postando la foto che lo ritrae in calzoncini corti con una domanda: “Ma poi, detto tra noi, ero vestito così male?”.

Su Fb Del Ghingaro spiega che in quel ristorante, un locale sul porto “dove vado ogni tanto”, aveva prenotato un tavolo per una cena con una coppia di amici, nulla di istituzionale, motivo per cui “mi sento libero di vestirmi casual. Arriviamo, ci fanno sedere ad un tavolo sulla terrazza sul mare, chiacchieriamo con altre persone che conosco ad un tavolo vicino, ci raccontiamo la giornata, rilassati e contenti di rivederci”.

Ma poi arriva l’imprevisto: “Mi si avvicina il cameriere imbarazzato e mi comunica che, considerato che non indosso pantaloni lunghi, non posso stare in quel locale. Gli spiego (stupito) che non lo sapevo, spiego anche il perché sono vestito così, che sono in libera uscita”.

Il povero cameriere imbarazzato, “prende tempo, ma dopo pochi minuti ritorna e mi chiede gentilmente di uscire, perché le regole di quel locale sono quelle anche se non conosciute né illustrate all’ingresso, si scusa ma non può fare diversamente. A quel punto non mi rimane che alzarmi, salutare le persone stupite al tavolo vicino, chiedere scusa ai miei amici e uscire, non senza vergogna”.

“Non sapevo – commenta Del Ghingaro – che esistessero regole così ferree d’agosto in un locale sul porto, ma giustamente l’ignoranza non è ammessa e non posso che prendere atto che in quel posto ci si deve andare con i pantaloni lunghi, anche se continuo a chiedermi come una persona può saperlo se nessuno glielo dice o lo scrive all’ingresso”. Alla fine comunque il sindaco spiega di aver “cenato bene da un’altra parte (molto bene), in ottima compagnia, senza censure sui vestiti”.

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