Sotto la natura morta i due pugili: il doppio dipinto di Vincent Van Gogh

Pubblicato il 21 Marzo 2012 18:05 | Ultimo aggiornamento: 21 Marzo 2012 18:05

AMBURGO (GERMANIA) – Grazie a sofisticate indagini diagnostiche compiute con la macro-fluorescenza a raggi X del Deutsche Elektronen-Synchrotrol di Amburgo, si è scoperto che una natura morta di fiori di incerta attribuzione, custodita al Kroller-Muller Museum di Otterlo, nascondeva il dipinto di due pugili a torso nudo, ambedue frutto di Vincent Van Gogh, il grande pittore olandese.

Confermata anche dal Van Gogh Museum di Amsterdam e dal Kroller-Muller, la scoperta fa luce su un dipinto da molti decenni al vaglio degli studiosi, tanto che il museo di Otterlo, famoso per le raccolte di capolavori di Van Gogh, lo acquisi’ nel 1974. Quello che suscitava perplessità in ‘Natura morta con fiori di campo e rosè era soprattutto la dimensione della tela, cento per ottanta centimetri, perché l’artista era solito usare per opere di questo genere supporti piuttosto ridotti.

Incrociando i risultati della ricerca diagnostica con la documentazione archivistica, vale a dire il carteggio tra Vincent van Gogh e il fratello Theo, gli esperti hanno potuto ricostruire per quale motivo il pittore realizzò ben due dipinti sulla stessa tela. Nel 1886, appena arrivato alla Scuola di Belle Arti di Anversa, Van Gogh doveva esercitarsi nella raffigurazione di figure di pugili e a tal fine doveva munirsi di una grande tela, secondo i dettami del genere. Non aveva soldi per acquistarla e allora, come sempre accadeva, gliela procurò il fratello.

La tela seguì Vincent anche quando dopo poco si trasferì a Parigi, insieme a Theo, e dopo qualche tempo, direttamente sopra le immagini dei due pugili a torso nudo, stese i colori tenui della composizione floreale. Ora, grazie alla tecnica di scanning compiuta con l’elettrosincrotrone Desy nel laboratorio di fisica delle particelle fondamentali di Amburgo, si è compreso il motivo per cui Van Gogh ideò una natura morte floreale così grande: al suo interno infatti, si sono potute rivedere con chiarezza ambedue le opere.

(Foto Ap/LaPresse)