Vita sulla Terra, scoperto microbo fossile di 3,45 mld di anni fa in Australia

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 14 Novembre 2013 16:02 | Ultimo aggiornamento: 14 Novembre 2013 16:02

SYDNEY – La più antica impronta della vita sulla Terra risale a 3,45 miliardi di anni fa. La scoperta arriva dalla regione desertica di Pilbara, in Australia, dove una roccia sedimentaria ben preservata ha conservato un complesso ecosistema microbico. Il ritrovamento è stato effettuato dal gruppo di ricercatori americani e australiani guida da David Wacey, biogeochimico dell’Università del Western Australia.

Le Strutture Sedimentarie Indotte Microbicamente, o MISS, sono state trovate in un insieme di rocce chiamato Dresser Formation, a ovest della cittadina di Marble Bar. Analizzando le schegge di roccia i ricercatori hanno trovato evidenze di gruppi di microbi nei sedimenti, i più antichi mai osservati e che sono vissuti in un era in cui temperature e livelli dei mari erano molto diversi da oggi.

Sulla rivista Astrobiology, Wacey ha spiegato: “Riteniamo che sia la più antica evidenza di vita sulla Terra, che precede di alcuni milioni di anni i microfossili scoperti finora. La regione di Pilbara contiene alcune delle migliori, più antiche e meno deformate rocce sedimentarie sulla Terra”.

Il ricercatore ha spiegato poi che “microbi e batteri amano vivere in comunità”: “Questi microbi vivevano in strati che richiedevano differenti gradienti chimici per sopravvivere. Quindi i batteri che amavano la luce si trovano verso la cima, e gli altri verso il fondo”.

Le comunità batteriche, come quella scoperta nel Pilbara, sono state la forma di vita più avanzata per diversi miliardi di anni, prima che cominciassero a svilupparsi forme più complesse. All’epoca non vi era ossigeno, ma abbondanza di anidride carbonica e di metano, e gli oceani erano molto più caldi. La maggior parte del mondo era ricoperto di acqua, con piccole aree di terraferma emergenti. Vi era molta attività vulcanica e l’aria era densa di zolfo. Fino a circa 2,5 miliardi di anni fa, aggiunge lo studioso, vi era solo l’inizio dell’evoluzione che avrebbe portato a cellule con nucleoli, che si sarebbero poi evolute in organismi multicellulari come gli animali.

La scoperta può essere significativa per la ricerca spaziale, secondo Wacey: ”Ecosistemi di questo tipo potrebbero essere scoperti dal rover Curiosity che si trova già all’opera su Marte. Se riuscisse a raccogliere dei campioni per confrontarli con quelli scoperti sulla Terra, si potrebbe concludere che un tempo vi era vita su quel pianeta”.

(Credit Photo: David Wacey)