Viterbo, funerale della cultura: grande successo per le strade

Pubblicato il 22 Aprile 2012 15:07 | Ultimo aggiornamento: 22 Aprile 2012 15:07

VITERBO – A Viterbo è stato celebrato il funerale della cultura. “Sembra la festa di Santa Rosa” ha esclamato un piccolo bambino quando ha visto l’immensa folla in corteo (per la Macchina di Santa Rosa arrivano in città più di cinquantamila persone). Nessuno si aspettava tanta gente, neanche i promotori del comitato “Cinema Trieste Aperto_Spazi alla cultura”.

Non si hanno ancora numeri ufficiali ma erano tanti, tantissimi coloro che sabato 21 aprile hanno seguito (in modo pacifico e senza nessuna bandiera politica), il corteo laico e simbolico nato dopo la chiusura definitiva del cinema Trieste, per evidenziare l’assenza in città di spazi permanenti per la cultura. E’ stata la prima manifestazione “trasversale” di tutte le associazioni culturali che operano sul territorio e grazie alla protesta attivata sui vari social network, è fiorita una nuova “primavera viterbese”.

Fioccano adesioni e messaggi da tutta Italia: “Non mollate e non accontentatevi degli spazi provvisori che le Amministrazioni vi offrono”. “E’ nostro diritto avere luoghi idonei per fare cultura”. Il passaparola ha funzionato. Grandi e piccini hanno sfilato in silenzio, hanno percorso le vie principali e quando sono giunti nella piazza del Comune, tutti giù per terra in un flashmob collettivo, dinanzi all’incredulo sindaco Giulio Marini che era lì ad attenderli.

In ogni stazione della “Via Crucis”, voci narranti hanno ricordato le “morti” illustri: cinema, teatri, museo civico e banda musicale. L’ultima tappa è stata davanti allo storico Teatro dell’Unione (chiuso da anni per restauro) dove attori e registi hanno letto pensieri, aforismi e poesie: Ferdinando Vaselli, la Consulta studentesca, Elena Mozzetta, Teatro Valle occupato, la scuola De Amicis, l’Arci Viterbo, Daniele Vicari (regista di Diaz) ha inviando una mail, Dancerostudio, Margherita Vestri, Banda del racconto, Maria Laura Ronzoni, Alberto Brozzi e Elda Martinelli e il suo Teatro di Carta, che per vent’anni, nel cinema Trieste, ha portato avanti il teatro per ragazzi con fatica ed entusiasmo.

Con i fragorosi applausi del pubblico la Camera Polifonica Viterbese ha chiuso la manifestazione cantando la giocosa aria medievale “Ad mortem Festinàmus” per ricordare, sottolineano, che il funerale del 21 aprile non decreta la morte triste e definitiva della cultura ma vuole ricordare che la cultura non può essere abbandonata ma va coltivata in tutte le sue espressioni.

Il corteo è stata ripresa in diretta video da “Quinto Stato” e in diretta radiofonica da “Radio Verde”. Erano presenti le associazioni: :Teatraedro, Fanalino di Coda, Teatro di Carta, Arci Viterbo,Associazione Universitaria Cooperazione e Sviluppo, Funamboli, Cantieri d’Arte, Cantiere Teatrale ARCI, Percorsi, Initinere, Consulta studentesca Provincia di Viterbo, Nuovo Teatro di Perugia,Teatro Amatoriale di Vetralla, Compagnia di Teatro Popolare Peppino Liuzzi di Caprarola, Associazione La strada dell’orto, ProgettArt3D, Il salotto delle 6, Jesce sole, Teatro Valle Occupato,Laura Leo e la Compagnia del Sorriso di Bassano in Teverina, TusciaWeb.eu, Tabula Rasa, Daniele Vicari (Regista di “Diaz” Premio del Pubblico, al Festival di Berlino), Associazione La Porticella, Arci Sportello di Cultura Lesbica, L’Altro Circolo Etruskoman, Alphaville, Pizzicanto, Comitato provinciale Anpi Viterbo, Big Red Bus, Maninalto Teatro,Coordinamento per il teatro di Figura per l’Alta Tuscia, Associazione La Metaphora.

funerale cultura viterbo