Concertazione: per Monti è una zavorra, per la Germania è stata la salvezza

Pubblicato il 24 agosto 2012 6:30 | Ultimo aggiornamento: 22 agosto 2012 23:48

Uno stimolo per superare la nostra situazione di crisi viene dallo “stile della politica” tedesca. Non parliamo di buone maniere che pur contano e gli insulti quotidiani tra i nostri leader politici in terra germanica non sono nemmeno immaginabili. Lo stile politico tedesco che dovremmo “importare” è quello che consente il superamento delle divisioni con un approccio pragmatico e orientato all’accordo. La Germania è stata definita dal politologo Manfred Schmidt il Paese della grande coalizione. Questa etichetta non deriva dai due momenti di grosse koalition tra Cdu/Csu e Spd sperimentati fin qui (1966-69 e 2005-2009), bensì dalla modalità con la quale si gestiscono i contrasti.

Sia a livello sociale che a livello politico ogni conflitto che blocca il processo decisionale viene demandato ad una camera di compensazione. Così come sono presenti le rappresentanze dei sindacati nei comitati di gestione delle grandi fabbriche (una eresia per gli industriali italiani), altrettanto viene attivato un comitato di conciliazione quando le leggi si incagliano nel passaggio tra la Camera bassa (Bundestag) e la Camera alta (Bundesrat).

Questo avviene spesso perché la camera alta, che rappresenta i vari Lander, ha spesso maggioranze diverse e variabili nel tempo (le elezioni dei Lander sono sfalsate tra loro e rispetto a quelle nazionali). E allora quando una legge votata dal Bundestag incontra una netta opposizione nel Bundesrat entra in azione un comitato paritario che cerca un compromesso. E quasi sempre lo trova nei tempi previsti.

Piero Ignazi su La Repubblica del 19 agosto 2012