Ma la corrida non è di destra

Pubblicato il 18 settembre 2012 6:30 | Ultimo aggiornamento: 17 settembre 2012 21:44

Nella sua storia la corrida è sopravvissuta a mille imboscate. Che in tanti – sovrani, papi, governanti – hanno provato a sopprimerla o snaturarla. Sempre rompendosi le corna. Vero. Ma oggi è diverso: a parte la sensibilità animalista, sono i “valori” stessi della tauromachia ad essere percepiti come anacronistici. Sprezzo del pericolo, virilità enfatica, cavalleria? Anticaglie retoriche – ci si dice – e pure un po’ reazionarie. 

Senza dimenticare che nella società spettacolare, la corrida dà scandalo perché – tecnicamente – non è uno spettacolo. Ma un rito. Nel quale puoi vedere tutti i simboli e tutte le metafore che vuoi, però lì è tutto vero, letterale: a cominciare dal dolore e dalla morte.

[…] Più probabile che la corrida finisca lentamente per regionalizzarsi, che venga mantenuta a macchia di leopardo in enclaves dove l’aficiòn è più robusta. Tutto sommato, non sarebbe una tragedia.

Se non altro perché – consolidatasi sotto il franchismo – l’etichetta patriottarda di Fiesta Nacional ha arrecato alla tauromachia danni incalcolabili. Facendola passare come qualcosa “di destra”. A torto. Conosco aficionados molto più a sinistra di quanto la sinistra si meriterebbe.

Marco Cicala su Il Venerdì di Repubblica del 14 settembre 2012

Privacy Preference Center

Necessari

installato da wordpress di default, non vengono utilizzati in alcun modo

wordpress

Advertising

Analytics

Utilizzati per stimare il traffico del sito

_ga,_gat,_gid,WT

Other