Il Natale? Ci insegna che non si possono gettare gli dèi dalla finestra

Pubblicato il 19 Dicembre 2012 6:30 | Ultimo aggiornamento: 18 Dicembre 2012 20:19
Il Natale? Ci insegna che non si possono gettare gli dèi dalla finestra

Il Natale? Ci insegna che non si possono gettare gli dèi dalla finestra (Ap-Lapresse)

“Il Natale è un’occasione magnifica per comprendere […] che […] non si possono gettare gli dèi dalla finestra, sbarazzandoci di loro con un gesto di violenza razionale o cattolica (il cattolicesimo è figlio ancor oggi della Controriforma e della lotta contro ogni aspetto magico e archetipico dei fenomeni religiosi). Essi tornano più forti ed entrano dalla porta. Le mitologie e le ideologie del Novecento sono appunto il frutto dell’affrettata demolizione del “mondo magico”, e a questo hanno sostituito le peggiori cosmologie autoritarie e violente. I fenomeni religiosi, quelli di cui il Natale come festa della palingenesi fa parte, sono ben poco “sovrastruttura”, per dirla con Marx. Essi hanno invece a che fare con strutture profonde dell’umano, che emergono nei luoghi e nelle culture più differenti”. […]

L’antropologia dovrebbe averci insegnato quanto banale sia ogni visione riduttivamente illuminista della società. Le strutture profonde della società e degli individui sono ancora quelle che devono fare i conti con le questioni profonde della vita: la nascita, la morte, la voglia di vivere e di superare la morte, insomma non il Natale, ma il nostro natale.

Franco La Cecla, prefazione a “Etnologia del Natale – indagine su una festa paradossale”, di Martyne Perrot, Elèuthera, 2012