Limonov: i diritti umani? Un mezzo per fregare i poveri, come il cattolicesimo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 settembre 2013 6:01 | Ultimo aggiornamento: 20 settembre 2013 0:13
Limonov: i diritti umani? Un mezzo per fregare i poveri, come il cattolicesimo

Eduard Limonov, lo scrittore russo leader del partto nazionalbolscevico che ha ispirato a Emmanuel Carrère il romanzo “Limonov”

Ma cosa ha capito di Limonov e del suo rapporto con la storia della Russia scrivendo questo romanzo?

“Scrivendo Limonov, ho capito che la sua vita è un po’ la metafora del momento che stiamo vivendo. Ora che il comunismo è completamente sparito, completamente screditato, ora che non ci sono che la democrazia e il mercato, si ha un po’ la sensazione che si sia precipitati in una situazione in cui non c’è più un sistema di valori. E quello che credo sia interessante riguardo a Limonov.

Credo che ci sia una gran quantità di gente e non solo la gente del parlamento ma anche io, le persone che conosco, credo voi che siete qui, tutti, insomma, che siano più o meno di destra o di sinistra, che crede più o meno alla democrazia, ai diritti di base dell’uomo.

Invece Limonov da questo punto di vista è completamente solo, completamente folle, lui pensa che la democrazia sia un errore, che i diritti dell’uomo siano esattamente la stessa cosa del colonialismo cattolico cioè un mezzo per fregare poveri. Per cui Limonov è per Ceaucescu, per Saddam Hussein per Assad.

Certo, è contro Putin, ma solo perché è russo e deve trovare una sua posizione a riguardo. E molto interessante vedere il mondo contemporaneo con gli occhi di qualcun altro che ha degli occhiali che di offrono un punto di vista sulle cose completamente diverso dal nostro, qualcuno che non è assolutamente un mascalzone, ma che si muove nel disprezzo di qualcosa che appartiene al nostro quadro mentale, appunto la democrazia. Per questo credo che Limonov sia un’impostura da questo punto di vista.

Quando stavo scrivendo il libro è uscita un’intervista del nostro ministro degli affari esteri dell’epoca che si chiama Ubert Vedrin. Quando l’ho vista mi ha colpito molto perché era esattamente il tema del mio libro. Lui diceva “Se i nostri valori universali non sono considerati da tutti come valori universali allora c’è un problema”

Lo scrittore Emmanuel Carrère (Limonov, L’Avversario, Vite che non sono la mia, La vita come un romanzo russo) intervistato da Marta Perego per Glamour.it, gennaio 2013.