Che cosa pensa un uomo di destra come Mario Draghi

Pubblicato il 5 agosto 2012 6:30 | Ultimo aggiornamento: 5 agosto 2012 5:50

Ma la società europea della visione di Draghi non è quella di una società impegnata nel dare una risposta condivisa alle necessità di protezione sociale universale, alla creazione di condizioni per una piena occupazione stabile e dignitosa, all’estensione universale dei diritti umani e civili. Su questo il suo pensiero è molto trasparente (e tranquillizzante per i conservatori europei) poiché non manca occasione per esplicitare la sua convinzione che “the old European welfare state model is in fact dead” (23.3.2012) essendosi esaurito a causa della “concorrenza crescente dei paesi emergenti, la riorganizzazione dei processi produttivi su base globale, la rapidità dell’innovazione, la crescente frammentarietà dei percorsi lavorativi sempre meno legati al riferimento di un “posto fisso”, la maggiore instabilità dei nuclei familiari, l’abbassamento della fertilità, la flessione prospettica delle forze di lavoro, l’invecchiamento della popolazione”, e quindi incompatibile con il processo di globalizzazione in atto che ha mutato significativamente la “configurazione dei rischi affrontati dagli individui nel corso della loro vita”, senza peraltro argomentare perché i nuovi rischi debbano essere affrontati individualmente e non più attraverso forme di solidarietà sociale.

Da un articolo di Claudio Gnesutta, pubblicato su www.sbilanciamoci.info il 2 agosto 2012