“Obbedisco”. Da Garibaldi a Michele Emiliano, mutazione degli eroi

Pubblicato il 1 marzo 2014 11:06 | Ultimo aggiornamento: 1 marzo 2014 11:06
"Obbedisco". Da Garibaldi a Michele Emiliano, la mutazione degli eroi

Michele Emiliano. “Obbedisco”, ma non è Garibaldi

“Obbedisco”.

Lo scrisse Garibaldi, furibondo. Lo ha scritto Michele Emiliano, sindaco di Bari, apparentemente e soi disant felice.

Giuseppe Garibaldi lo scrisse su un telegramma delle Regie Poste indirizzato al Comando supremo di Alfonso Lamarmora, che aveva bloccato, per ignavia, insipienza e invidia l’avanzata di Garibaldi su Trento. Era in corso la terza Guerra di Indipendenza: Garibaldi vinceva, Alfonso Lamarmora le prendeva sonore dagli austriaci, mentre il suo compare rivale Enrico Cialdini stava a guardare e Garibaldi vinceva.

Non lo avessero bloccato, ha scritto Garibaldi nelle sue Memorie, le camicie rosse dei garibaldini sarebbero arrivate a Trento e chissà, la storia sarebbe stata diversa. L’Italia avrebbe lasciato l’Alto Adige all’Austria, il Friuli sarebbe diventato italiano subito dopo, cosa di cui Garibaldi era certo, e non ci sarebbero stati né la carneficina della prima guerra mondiale né, chissà, il fascismo.

Michele Emiliano si è affidato  a Twitter, come vuole la moda, forse per consolarsi di non avere avuto alcun incarico di Governo da Matteo Renzi.

Come riporta il Fatto, Michele Emiliano, ha scritto su Twitter:

“Bella chiacchierata telefonica con Matteo che mi ha chiesto di fare capolista a Sud per le elezioni europee. Ho risposto: obbedisco. Con gioia”.