Frase del giorno

The Counselor e Breaking Bad: “La necessità del male” – Giancarlo De Cataldo

19 gennaio 2014 06:00 - a cura di Antonio Sansonetti

“Breaking Bad e The Counselor ci sbattono in faccia la necessità dell’essere malvagi. Tutto, a prima vista, affonda radici nella crisi dello stato sociale. Walt White non può curarsi perché glielo impedisce una sanità perversa. Tanto perversa che gli americani sono convinti in maggioranza della sua validità: paradosso relativo, in un contesto puritano. Dio ti ha dato la salute perché ti vuol bene, se te la leva è perché devi aver commesso qualche peccato, e perché dovrei pagare io, che sono sano, per la tua malattia? A Walt si rompe qualcosa dentro. L’apologia della malvagità si fa critica radicale. Il Procuratore Fassbender, invece, è mosso dall’avidità. Ma è anche lui, a suo modo, una vittima della crisi. L’acuirsi del divario fra ricchi e poveri ha scavato un fossato tra due mondi che ragionano in termini di inclusione/ esclusione. O dentro o fuori. E se per essere dentro bisogna darsi al crimine, anche questa è una forma di malvagità necessitata”. Giancarlo De Cataldo, “La necessità del Male”, Repubblica, 16 gennaio 2014.

L’America? Esce più forte da ogni crisi capitalista: “Karl Marx” a Donald Sassoon

18 gennaio 2014 06:00 - a cura di Antonio Sansonetti

«Mi sono sempre piaciuti gli yankee: niente feudalesimo,niente tradizioni imbelli. Un sacco di ipocrisia e religione, certo. Ma escono in qualche modo più forti da ogni crisi capitalista. Un fantastico sistema di governo: democrazia truccata, elezioni truccate, sistema politico truccato, circondato da impostori e gretti avvocati. Questo consente al business di svolgere il proprio compito, comprare i candidati, una tangente qui, una tangente là. La gente non è coinvolta. La metà se ne frega di votare. Per l’altra metà la politica è un innocuo divertimento, come guardare Chi vuole essere milionario?». Intervista immaginaria con Karl Marx di Donald Sassoon (Castelvecchi traduzione di Leonardo Clausi pagg. 50 euro 6), brano selezionato da Repubblica del 16 gennaio 2014.

Piero Grasso “esperto di Aule”. I parlamentari come i mafiosi?

9 gennaio 2014 06:00 - di Redazione Blitz

“Non mi dà grossi problemi perché di aule ne ho viste tante anche da giudice, come nel maxi-processo”. Pietro Grasso detto Piero, presidente del Senato, intervistato da Zapping 2.0, Radio uno, 1 gennaio 2014. Parole così commentate da Libero: “Mafiosi e senatori, per il presidente dei senatori, pari sono? […] Brutta idea quella di farsi intervistare il primo di gennaio: il sonno alle spalle è poco, il cerchio alla testa post-cenone si fa sentire, la lucidità è quella che è. Deve averlo imparato anche Pietro Grasso che ieri, richiesto da Zapping 2.0 di una battuta sulla gestione dei lavori parlamentari, è incappato nel meno felice degli accostamenti”.

“Enrico Letta è peggio di Mario Monti”: Pietro Senaldi, Libero

30 dicembre 2013 13:28 - di Redazione Blitz

“Enrico Letta è peggio di Mario Monti”: conclusione alla quale arriva Pietro Senaldi, vicedirettore di Libero, che così ha scritto sul portale di sondaggi Forebase: Era immaginabile solo un anno fa anche solo poterlo pensare, ma Letta è peggio di Monti. Supermario almeno non diceva palle e ci tassava perfino di meno Fino a pochi mesi fa nessuno pensava fosse possibile ma nel giro di un anno Letta sta riuscendo a far rimpiangere perfino Monti come premier. Monti è stato disastroso e, specie con la riforma Fornero, ha dato un colpo mortale all’occupazione ma almeno era onesto. Ha subito parlato chiaro: siamo nella palta, vi chiedo sacrifici e sacrifici, e non sarà breve perché la strada x uscire dal tunnel della crisi è incerta è molto lunga. Letta invece non fa che rassicurarci sul fatto che il peggio è passato e abbiamo già un piede fuori dalle sabbie mobili. Peccato però che mentre parla la disoccupazione sale e i redditi scendono; e se toglie una tassa, come l’Imu prima casa, è solo x metterne due (Tasi e Tares). E poi a differenza del predecessore non taglia manco uno spreco. La verità è che tutto il mondo sta uscendo dalla crisi e l’Italia non ha intercettato la ripresa, solo raccoglie qualche briciola che Letta si appunta come una medaglia e usa x pararsi le terga e darci false rassicurazioni Sulla stessa piattaforma Forebase c’è un sondaggio nel quale solo il 4,5% dei votanti crede alle parole di Letta quando promette una riduzione delle tasse nel 2014.

Mattia Destro: “L’ultimo libro letto? 4 anni fa, era una guerra, non ricordo…”

19 dicembre 2013 15:15 - a cura di Antonio Sansonetti

Qual è stato l’ultimo libro che ha letto? “È stato 4 anni fa. Era un libro di guerra… Ma non ricordo di che guerra parlasse”. Eppure leggere è bellissimo e voi calciatori avete tanto tempo libero. “Io ci provo, inizio, ma poi non ce la faccio e lascio perdere”. Mattia Destro intervistato da Massimo Cecchini per la Gazzetta dello Sport, 19 dicembre 2013.

“Vincere”: slogan… di Matteo Renzi

10 dicembre 2013 06:17

“Vincere” è scritto su un manifesto del vittorioso (alle primarie pd) Matteo Renzi. È uno slogan della campagna “Cambiare verso”, quella che ha portato il sindaco di Firenze alla vittoria dell’8 dicembre. Lo slogan ha un lato sbagliato, in cui c’è scritto “Perdere bene” alla rovescia, e un lato giusto dove c’è scritto “Vincere”. “Vincere”, un verbo all’infinito che ci riporta a stagioni tristi della storia italiana. “Vincere”: uno slogan che, come minimo, non porta molta fortuna a chi lo pronuncia.

Eugenio Scalfari: dissenso anti-Berlusconi? Un “asset” di Repubblica dal 1987

3 dicembre 2013 06:00 - di Redazione Blitz

“Quanto a noi, il dissenso nei confronti di Berlusconi e del berlusconismo è stato uno degli “asset” del nostro giornale molto prima del suo ingresso in politica nel 1994. Cominciò fin dall’87, quando apparve chiaro il connubio di affari tra lui, i dorotei della Dc e soprattutto i socialisti di Craxi. Nell’89 diventò uno scontro diretto con quella che allora fu denominata la guerra di Segrate, la conquista della Mondadori da parte della Fininvest e quello che ne derivò. La nascita di Forza Italia portò al culmine quella guerra che non fu più soltanto un contrasto aziendale ma un fenomeno devastante della vita pubblica italiana. È durata vent’anni, ora Berlusconi è fuori gioco ma il berlusconismo no, è ancora in forze nel Paese. Eugenio Scalfari, “Che accadrà di tutti noi senza più il Caimano?”, Repubblica, 1 dicembre 2013.

Montecarlo? Paradiso ormai soltanto fiscale

29 novembre 2013 06:30 - a cura di Antonio Sansonetti

“L’albergo è arredato nel più acerrimo stile Gatsby spirit. “Vivete come Scott e Zelda, degustate il delizioso cocktail Metropolitan del nostro Chef Barman!” sobilla un dépliant. Casomai decideste di obbedire, aspettate il conto a guardia alta. Perché sarà un colpo. Anche fuori stagione la Côte d’Azur picchia durissimo. E pensare che “a lungo era stata solo una costa qualunque”. […] Georges Simenon definiva la Costa “un lungo boulevard che comincia a Cannes e finisce a Mentone”. Adesso potreste reinterpretarla come una linea del metrò. […] Se non siete oligarchi, piloti McLaren o non avete inventato Twitter, tutti vi consiglieranno di fare base nelle stazioni meno esose – metti Mentone, appunto […] un ottimo posto dove leccarsi le ferite dopo che vi siete fatti scorticare a Cannes prendendovi per Attenti a quei due. Loro, Tony e Roger, Danny Wilde e Brett Sinclair, sono stati forse gli ultimi capitalisti simpatici della Modernità. Bazzicavano soprattutto Montecarlo. Paradiso ormai soltanto fiscale”. Marco Cicala, Il Venerdì di Repubblica, “Costa Azzurra, quel brand che crea un’atmosfera”, 22 novembre 2013

Freccero: Renzi dice “se la sinistra non cambia diventa destra”. Ma con lui cambia per diventare destra

22 novembre 2013 06:00 - a cura di Antonio Sansonetti

“Renzi è ancora di sinistra? A questo proposito alla Leopolda è stato fatto un bellissimo ragionamento. Se la sinistra (che rappresenta il cambiamento) non cambia, diventa destra. Quindi la sinistra deve cambiare. Ma, aggiungo io, per cambiare, la sinistra non può che spostarsi a destra. Quindi il destino della sinistra è segnato. O rimane di destra, o cambia per diventare destra. Niente più di questo bellissimo paradosso illustra la natura di quello che Ignacio Ramonet ha battezzato al suo tempo “pensiero unico”, “panseu unique”. Nell’epoca del pensiero unico non ci sono alternative: o così, o così. Renzi non fa mistero di essere un ammiratore di Blair, di quella “terza via” a suo tempo impersonata dai Blair e dai Clinton, che sono, in definitiva, quelli che hanno portato a termine l’architettura dell’attuale sistema economico perfino finanziario”. Carlo Freccero, “Il pensiero unico del gattopardo”, Il Manifesto, 29 ottobre 2013.

Marcello D’Orta: il tema in cui il bimbo scrisse “Io speriamo che me la cavo”

21 novembre 2013 06:30 - di Redazione Blitz

“Io preferisco la fine del mondo, perché non ho paura, in quanto che sarò già morto da un secolo. Dio separerà le capre dai pastori, uno a destra e uno a sinistra, a centro quelli che andranno in Purgatorio. Saranno più di mille miliardi, più dei cinesi, fra capre, pastori e mucche. Ma Dio avrà tre porte. Una grandissima (che è l’Inferno), una media (che è il Purgatorio) e una strettissima (che è il Paradiso). Poi Dio dirà: «Fate silenzio tutti!» e poi li dividirà. A uno quà a un altro là. Qualcuno che vuole fare il furbo vuole mettersi di quà, ma Dio lo vede. Le capre diranno che non hanno fatto niente di male, ma mentiscono. Il mondo scoppierà, le stelle scoppieranno, il cielo scoppierà, Arzano si farà in mille pezzi. Il sindaco di Arzano e l’assessore andranno in mezzo alle capre. Ci sarà una confusione terribile, Marte scoppierà, le anime andranno e torneranno dalla terra per prendere il corpo, il sindaco di Arzano e l’assessore andranno in mezzo alle capre. I buoni rideranno e i cattivi piangeranno, quelli del purgatorio un po ridono e un po piangono. I bambini del Limbo diventeranno farfalle Io speriamo che me la cavo.” Il tema più famoso, quello che diede il nome a “Io speriamo che me la cavo”, bestseller di Marcello D’Orta (Napoli, 25 gennaio 1953 – Napoli, 19 novembre 2013), insegnante di scuola elementare e scrittore.

Gino Paoli: “Sono un rognoso, se mi affronti male sono c… tuoi”

20 novembre 2013 06:30 - di Redazione Blitz

Voci di corridoio dicono che lei è un antipatico, un personaggio scorbutico. Posso smentire pubblicamente e dire che sono tutte stronzate? “Io sono un rognoso, è vero, sono una carta assorbente, se mi affronti male sono cazzi tuoi, io rispondo alla gentilezza con la gentilezza, la cattiveria con la cattiveria e all’aggressività con l’aggressività. Alla stupidità non reagisco proprio, ti mando affanculo e basta”. Gino Paoli, presidente della Siae, intervistato da Colapesce per Rockit.it

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