Pierluigi Bersani. Riforme di Matteo Renzi: “Così andiamo dritti in Sudamerica”

Pubblicato il 9 Aprile 2014 15:16 | Ultimo aggiornamento: 9 Aprile 2014 15:16
Pierluigi Bersani. Riforme di Matteo Renzi: "Così  andiamo dritti in Sudamerica"

Pierluigi Bersani. contro le riforme di Matteo Renzi: “Così andiamo dritti in Sudamerica”

“Così andiamo dritti in Sudamerica”: Pierluigi Bersani sulle riforme di Matteo Renzi. Poi finirà per votarle, perché con Bersani succede sempre il contrario di quello che vorrebbe, per disciplina di partito, per paura di restare solo nel conformismo dilagante e essere spazzato via dalla tradizione fiorentina alle liste di prescrizione.

Non ha il coraggio di andare fino in fondo nel suo paragone, nel riferirsi più precisamente all’Argentina, il cui modello politico dominante, il peronismo, sembra essere anche il modello cui si ispira il pensiero di Matteo Renzi, magari con un piccolo contributo di Denis Verdini e altri vecchi amici di Juan Peron.

Ora però non sembra avere dubbi:

«Può andare bene una Camera non elettiva ma i contrappesi sono necessari. Sui criteri di nomina dei senatori vedo solo confusione. Si finisce per alimentare un circolo vizioso, un meccanismo su cui l’antipolitica salterà sopra: nominiamo tutti, il capo dello Stato, la Corte costituzionale, il Csm. Così andiamo dritti in Sudamerica»

Sarà un caso ma la contro riforma opposta a quella di Matteo Renzi è firmata da un altro fiorentino, Vannino Chiti, che però molti danno già per pronto a ritirarla.

Nella sua cronaca per Repubblica, Goffredo De Marchis ha scritto:

“A Bersani il testo preparato da Maria Elena Boschi non piace affatto. Come non piace l’Italicum. Ne ha parlato con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano durante un incontro che si è tenuto ,artedì al Quirinale:

«La combinazione delle due riforme, della legge elettorale e della Costituzione, crea un sistema antidemocratico.

«L’Italicum è un sistema pericoloso, che si presta alla peggiore corruzione. Si può arrivare al premio di maggioranza con un partito che prende il 25 per cento e dieci partitini dell’1 che non eleggono nemmeno un deputato. Dieci liste così te le metto in piedi in mezza giornata. Come li ripaghiamo quei partitini? Promettendogli quali posti di sottogoverno? È un sistema davvero velenoso che si realizza per di più senza finanziamento pubblico dove chi ha i soldi può fare il bello e il cattivo tempo. Prevedo solo disastri».

«Abbiamo fatto tanti pasticci con una frettolosa riforma del titolo V, tanti anni fa. Dev’essere una lezione, altrimenti lo Stato che disegna il premier tra cinque anni collasserà di nuovo».