Renzi non è come la Thatcher, la Thatcher sapeva l’inglese: Gianni Cuperlo tweet

Pubblicato il 20 settembre 2014 12:30 | Ultimo aggiornamento: 20 settembre 2014 12:30

 

"Renzi non è come la Thatcher, la Thatcher sapeva l’inglese": Gianni Cuperlo

Margaret Thatcher. Secondo Susanna Camusso è il modello di Matteo Renzi. Ma Gianni Cuperlo obietta: lei sapeva l’inglese

Renzi non è come la Thatcher, perchè la Thatcher sapeva l’inglese”

è il tweet di Gianni Kuperlo, alias Gianni Cuperlo, di humor un po’ macabro e autolesionista per lo spirito di partito ma divertente.

Questo il testo completo su Twitter, intercettato e rilanciato da Mario Ajello sul Messaggero:

“Mi sento di smentire, a malincuore, la #Camusso. #Renzi non è come la Thatcher, perchè la Thatcher sapeva l’inglese”. 

Segue un altro Tweet che fa giustizia anche di Tony Blair, anche lui fu primo ministro inglese ma laborista, ma non del tipo che può piacere a Gianni Cuperlo, perché di una forma di Labour molto moderata:

“Gianni Kuperlo @GianniCuperIoPD · Mi dispiace dissentire dalla compagna #camusso: #Renzi non è come la #Thatcher ma come #Blair, ossia la destra che si mimetizza da sinistra”.

La polemica nel Pd è violenta e unisce la sinistra del partito, coincidente in parte con l’ex Pci e la Cgil, la cui leader Susanna Camusso ha paragonato Matteo Renzi a Margaret Thatcher, la donna primo ministro inglese che negli anni ’80 poco meno che eliminò il sindacato dalla mappa politica della Gran Bretagna. Il sindacato, prima di Margaret Thatcher era tanto onnipotente che senza la tessera delle Trade Unions non potevi lavorare.

Matteo Renzi non l’ha ingoiata in silenzio e ha duramente replicato:

“Il segretario della Cgil Susanna Camusso ha detto ‘il governo ha in mente Margaret Thatcher, quando si parla del lavoro‘. Ma quando si parla del lavoro noi non siamo impegnati in uno scontro del passato, ideologico”.

Noi siamo preoccupati non di Margaret Thatcher, siamo preoccupati di Marta, 28 anni, che non ha la possibilità di avere il diritto alla maternità. Lei sta aspettando un bambino ma, a differenza delle sue amiche, che sono dipendenti pubbliche, non ha nessuna garanzia, perché in questi anni si è fattocittadini di serie A e di serie B“.

“Noi quando pensiamo al mondo del lavoro non pensiamo a Margaret Thatcher, pensiamo a Giuseppe, che ha 50 anni e non può avere la cassa integrazione. O a chi, piccolo artigiano, è stato tagliato fuori da tutte le tutele. Magari la banca gli ha chiuso i ponti e improvvisamente si è ritrovato dalla mattina alla sera a piedi. Pensiamo a quelli a cui non ha pensato nessuno in questi anni, a quelli che vivono di co.co.co. e co.co.pro, e che sono condannati a un precariato a cui il sindacato ha contribuito preoccupandosi soltanto dei diritti di alcuni e non dei diritti di tutti”