Allergia ai gatti, la soluzione in un vaccino

di redazione Blitz
Pubblicato il 29 giugno 2018 15:00 | Ultimo aggiornamento: 29 giugno 2018 15:00
Allergia ai gatti, la soluzione in un vaccino

Allergia ai gatti, la soluzione in un vaccino

Adorate i gatti ma siete allergici? Una speranza per voi arriva dalla Russia. L’università Sechenov di Mosca e l’università di Medicina  di Vienna hanno infatti lanciato il Progetto Cat: [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] un programma di ricerca volto ad individuare nuovi farmaci efficaci per tutti gli allergeni conosciuti legati ai felini.

Secondo Aleksandr Karaulov, capo del Dipartimento di immunologia clinica dell’Istituto di medicina molecolare dell’Università di Sechenov, gli effetti nocivi sarebbero da attribuire ad alcune proteine che si trovano nei peli, nella saliva e nel sudore del gatto.

Secondo gli studiosi, spiega Russia Beyond, è importante che il nuovo farmaco non sia costituito da proteine naturali, ma da versioni create artificialmente con metodi biotecnologici.

I ricercatori intendono studiare le reazioni alle diverse combinazioni degli otto allergeni per creare un vaccino ad hoc con proteine, appunto, create in laboratorio, e non presenti nei gatti.

“Abbiamo ridotto la loro potenza allergenica per rendere la terapia per i pazienti più facile”, ha spiegato a Russia Beyond Rudolf Valenta, direttore dell’Istituto di fisiopatologia e ricerca sulle allergie dell’università di Medicina di Vienna.

Il nuovo farmaco potrebbe essere in grado di produrre anticorpi protettivi in grado di prevenire l’insorgere di sintomi allergici, anticorpi che potrebbero essere anche trasferiti dalle donne in gravidanza al loro bimbo.

Secondo Marina Apletaeva, esperta di allergie, il vaccino su sui stanno lavorando gli scienziati russi e austriaci sarebbe un metodo sicuro da utilizzare, che “potrebbe migliorare significativamente la qualità della vita delle persone”.

I test preclinici dovrebbero durare tre anni, ma perché il farmaco sia messo in commercio bisognerà attendere almeno cinque anni.