Aragoste, dal 1° marzo la Svizzera vieta di bollirle vive. Prima una compassionevole martellata in testa

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 gennaio 2018 14:34 | Ultimo aggiornamento: 15 gennaio 2018 14:34
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Aragoste, dal 1° marzo la Svizzera vieta di bollirle vive. Prima una compassionevole martellata in testa

ROMA – Aragoste, dal 1° marzo la Svizzera vieta di bollirle vive. Prima una compassionevole martellata in testa. Dal prossimo mese di marzo in Svizzera non sarà più possibile bollire vive le aragoste. Il consiglio federale ha stabilito che dal 1/o marzo le aragoste prima di finire in pentola dovranno essere stordite elettricamente o dovranno subire la “distruzione meccanica del cervello”. La nuova norma proibisce anche il trasporto dei crostacei in casse piene di ghiaccio.

Le aragoste in Svizzera potranno essere trasportate solo in vasche di acqua di mare. In tutto il mondo le aragoste vengono bollite vive perché, secondo una convinzione diffusa, la loro carne rimane così più saporita. Alcuni biologi marini ritengono che questi crostacei non sentano dolore perché non hanno un sistema nervoso sviluppato, altri pensano che invece soffrano.

In Italia una sentenza della Corte di Cassazione dello scorso anno ha stabilito che tenere aragoste e astici vivi sul ghiaccio e con le chele legate (come avveniva nei supermercati) costituisce reato di maltrattamento di animali. Con l’elettroshock, il crostaceo perde conoscenza in mezzo secondo e muore in 5 secondi (le aragoste) o in 10 (i granchi). La macchina per stordire, la Crustastun, costa però cara, sui 3.000 euro. Di qui, l’alternativa offerta dalle legge svizzera per una morte compassionevole: una martellata in testa.

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