Cacciatori volontari per abbattere cinghiali: li cerca Bologna

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 marzo 2018 10:57 | Ultimo aggiornamento: 7 marzo 2018 10:57
Cacciatori volontari per abbattere cinghiali: li cerca Bologna

Cacciatori volontari per abbattere cinghiali: li cerca Bologna

ROMA – A Bologna, dove i cinghiali degli Appennini sono scesi a valle fino a conquistare le propaggini della città, l’emergenza è tale che si cercano esperti cacciatori volontari per abbatterli. Il piano di abbattimento, 650 esemplari da eliminare, è insufficiente, bisogna fare di più: è Raffaele Persiano, che in Città metropolitana ha la delega alla Sicurezza, a lanciare l’allarme e la chiamata, non metaforica, alle armi.

Per Persiano l’emergenza cinghiali è tangibile. Seppure sia “impossibile fare una stima numerica”, il consigliere delegato parla di una situazione seria tanto a Ceretolo – dove poche settimane fa sei esemplari sono stati abbattuti perché vicini ai campi sportivi – quanto al parco dei Gessi, dove “ormai l’ecosistema è compromesso, con piante e fiori che non crescono più per colpa della presenza massiccia di cinghiali”. Il piano di abbattimento previsto per il parco parla “di 650 esemplari”, ma questa soglia risulta inadeguata a far fronte alla realtà. (Micol Lavinia Lundari, La Repubblica)

Come prenderanno ambientalisti e animalisti questo invito ad utilizzare le doppiette in città? Per Persiano anche gli abbattimenti programmati sono una “questione ambientale”. Per esser più chiari: “In ogni caso preferisco avere un ambientalista scontento ma un motociclista con una gamba rotta in meno per lo schianto provocato da un cinghiale sulla strada”.

Ma chi sono i candidati a svolgere il ruolo di “personale tecnico volontario da impiegare a supporto della Polizia provinciale nei piani di controllo al cinghiale”. Persiano elenca i requisiti: “Si valuterà che i coadiutori abilitati al prelievo di selezione alla specie abbiano maturato una buona affidabilità tecnico-operativa, abbiano operato con buoni risultati da almeno tre anni e che siano disponibili, di norma, due giorni alla settimana”.