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Cane in ufficio riduce lo stress e aumenta la produttività. In Germania, Olanda e Usa si può

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Cane in ufficio riduce lo stress e aumenta la produttività. In Germania, Olanda e Usa si può

Quando uscite la mattina per andare al lavoro vi sentite in colpa perché lasciate il vostro amato cane a casa solo per tante ore? La soluzione potrebbe essere un’azienda che vi consente di portare il vostro compagno peloso in ufficio.

In Italia sembra una chimera, ma in altri Paesi del mondo è realtà. Non solo per fare un favore ai dipendenti. Secondo uno studio del 2012 della Virginia Commonwealth University, Stati Uniti, la presenza di cani in azienda incide positivamente sull’attività professionale, riducendo l’accumulo di stress e stanchezza e migliorando il grado di soddisfazione, sia nel proprietario che nei colleghi.

In altre parole, portare il cane in ufficio fa lavorare meglio, riduce lo stress e aumenta la produttività. Servono, però, regole rigorose, spazi adeguati, e soprattutto padroni capaci di educare i loro animali, sottolineano gli educatori canini italiani.

“In Germania e nei Paesi Bassi si fa da tempo – commenta Mauro Bassano, educatore Enci (Ente nazionale cinofilia italiano) di Roma -. Ci sono studi medici che dimostrano che la produttività del dipendente è maggiore in presenza del suo animale, come quando si può tenere il figlio nell’asilo aziendale. Si ha un beneficio emotivo e si riduce l’assenteismo”.

Della stessa opinione è Giusy D’Angelo, educatore dell‘Enpa (Ente nazionale per la protezione degli animali) di Torino: “Diminuisce lo stress del cane, e la persona riesce a concentrarsi meglio sul lavoro, non avendo più l’ansia per l’animale lasciato a casa”.

I problemi possono sorgere dalla mancanza di regole e strutture per la gestione dei cani, e dalla incapacità dei padroni di educarli. Per Bassano “in Italia la cultura cinofila delle persone è bassa, i cani mediamente sono meno educati che nel Nordeuropa”. “In Gran Bretagna e in Francia hanno gli ‘office dog parking’ – spiega D’Angelo -. Quella è una situazione ottimale, il padrone può stare con il proprio cane durante la pausa. Ma se l’animale sta in ufficio, possono esserci problemi con i colleghi. Serve un regolamento chiaro, serve una valutazione del cane fatta da un professionista, che attesti che può stare bene in quella situazione. Non basta il giudizio del padrone”.

In Italia, la prima azienda a permettere ai dipendenti di portare il loro cane in ufficio è stata la Purina, che non a casa produce cibo per animali. “Sono state svolte tutte le verifiche preliminari necessarie a garantire il rispetto della salute, della sicurezza e delle esigenze di tutte le persone che lavorano in azienda, oltre che dei pet – si legge sul sito dell’azienda -. Inoltre, è stata creata una policy dedicata, che stabilisce regole e procedure condivise”.

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