Cani e gatti, cuccia addio: uno su due dorme nel lettone

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 maggio 2018 11:25 | Ultimo aggiornamento: 18 maggio 2018 12:10
Cani e gatti, cuccia addio: uno su due dorme nel lettone

Cani e gatti, cuccia addio: uno su due dorme nel lettone (Foto Ansa)

La cuccia? Cosa vecchia. Oggi cani e gatti dormono nel lettone insieme al proprio, o ai propri, “padroni”.  [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Più precisamente, in Italia il 48% degli animali domestici dorme nel letto dei compagni non pelosi, che se ne prendono assiduamente cura tenendo lontane pulci e zecche e curando i primi ‘acciacchi’ dei pets che, coccolati in casa, vivono di più e sono invecchiati.

Pillole nascoste nella pappa o nei wurstel, gocce infilate in bocca con le siringhe, pomate spalmate sul pelo da far leccare e oli antiparassitari sono i farmaci più usati. Cani e gatti ne assumono sempre di più e, sebbene siano gli antiparassitari i più diffusi, aumenta l’uso dei medicinali per l’apparato muscolo-scheletrico, spesso correlati con i dolori dell’età.

Nell’epoca dei single e delle famiglie allargate, “il 50% degli italiani ospita un animale domestico in casa e il rapporto con fido e micio è radicalmente cambiato negli ultimi 40 anni. I cani e i gatti sono passati dal vivere in giardino a stare in appartamento e attualmente il 48% di loro dorme perfino nel letto dei padroni. Ciò giustifica l’incremento dell’uso degli antiparassitari”, spiega Marco Melosi, presidente dell’Associazione nazionale medici veterinari italiani.

Se il fatturato dei prodotti per i pets nei supermarket ha sfiorato il miliardo di euro nell’ultimo anno (soprattutto cibi per cani e gatti), il business dei prodotti per gli animali domestici nelle farmacie dell’ultimo anno è stato di 323 milioni di euro (rilevamento Iqvia).

L’80% sono farmaci e di questi il 40% antiparassitari. Seguono gli antimicrobici e i medicinali per l’apparato muscolo-scheletrico. Questi ultimi sono cresciuti del 10.7% in un anno. La Lombardia è la Regione che ne fa più uso. Seguono, in ordine decrescente, Piemonte, Lazio, Toscana, Emilia Romagna, veneto, Liguria, Sicilia e Campania.

Se a partire dal 2019 i veterinari italiani dovranno inserire l’uso delle ricette elettroniche nei loro studi (a dicembre entrerà in vigore la legge europea del 20 novembre 2017) per monitorare e tracciare le terapie, gli esperti hanno fornito dei suggerimenti anche per i padroni dei pets affinché si prendano cura di loro senza errori.

Le regole includono: garantire spazi adeguati e pet-friendly a cani e gatti, somministrare loro una alimentazione corretta; conservare i mangimi lontani da fonti di calore e in ambienti privi di umidità; organizzare controlli veterinari almeno una volta all’anno e non solo quando i pets stanno male; programmare toelettature regolari ma non troppo frequenti; individuare un veterinario corretto e attenersi alle prescrizioni delle terapie. Inoltre non affidarsi a cure ‘fai da te’ trovate in internet e non considerare gli animali da compagnia come gli esseri umani, quindi non somministrare loro farmaci che usiamo noi.

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