Cani e gatti dei fumatori vivono di meno

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 dicembre 2017 13:15 | Ultimo aggiornamento: 11 dicembre 2017 13:15
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Cani e gatti dei fumatori vivono di meno

ROMA – I cani e i gatti dei fumatori vivono di meno. Questo il risultato di uno studio sul fumo passivo che mette a rischio la salute degli animali domestici svolto dai ricercatori dell’università di Glascow. Lo studio spiega che gli animali di casa non solo inalano il fumo, ma ingeriscono anche la nicotina quando si leccano il pelo. Il rischio per i cani è di sviluppare cancro ai polmoni o al seno, mentre per gli animali più piccoli, come conigli, uccellini o porcellini d’India, sono più frequenti i problemi respiratori e le malattie della pelle.

Il canale La Zampa su La Stampa spiega che alla ricerca, rilanciata anche dalla Bbc, hanno collaborato il Royal College of Veterinary Surgeons e il Royal College of Nursing (RCN) per una nuova campagna che vuole informare i padroni di cani e gatti sui rischi del fumo passivo:

“Molte persone saranno sconvolte nello scoprire che il loro fumo passivo stava danneggiando il loro animale domestico – spiega Wendy Preston, responsabile del RCN – e in alcuni casi accorciando seriamente la vita dell’animale”.

L’università, rinomata per il suo piccolo ospedale per animali, sta conducendo da anni ricerche sugli effetti del fumo passivo sugli animali domestici: la professoressa Clare Knottenbelt ha detto che 40 cani – metà dei quali provenienti da case con fumatori – sono stati reclutati per lo studio e campioni dei loro peli sono stati analizzati per rilevare i livelli di nicotina, mentre ai loro proprietari è stato chiesto di compilare un sondaggio che specificava quanto spesso essi o alcuni visitatori fumavano”.

Lo studio è stato condotto anche su 60 gatti ed è stato incentrato sul possibile legame tra il fumo passivo e il linfoma felino:

“Nei casi dei mici è stato necessario considerare anche una variante particolare: i gatti vagabondi potrebbero potenzialmente essere esposti al fumo passivo anche nelle case di altre persone, o quando siedono all’ingresso dei pub o dei luoghi di lavoro dove gruppi di fumatori si riuniscono. In questo senso «un gatto può provenire da una casa senza fumatori ma avere comunque alti livelli di nicotina».

Non tutti sono d’accordo con i risultati di questa ricerca: Simon Clark, direttore del Forest che difende i diritti dei fumatori, considera esagerati i risultati pubblicati e che sono notizie che spingono a distrarre le persone dai veri abusi contro gli animali. «La miglior cosa che qualcuno possa fare per un animale domestico è dargli un posto confortevole dove vivere, dove possa sentirsi al sicuro e ben curato»”.