Cani e gatti nella tomba insieme ai propri amici umani: in Lombardia si potrà

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 gennaio 2019 15:01 | Ultimo aggiornamento: 25 gennaio 2019 15:01
Cani e gatti nella tomba insieme ai propri amici umani: in Lombardia si potrà

Cani e gatti nella tomba insieme ai propri amici umani: in Lombardia si potrà (Foto Ansa)

MILANO – Cani e gatti nella tomba in cimitero vicino ai propri amici umani: se il Consiglio regionale darà il via libera definitivo (cosa che prevedibilmente accadrà il 19 febbraio) per la prima volta in Italia gli animali di affezione potranno essere tumulati nello stesso loculo dei padroni.

La proposta è contenuta in un emendamento di Forza Italia, come spiega il capogruppo azzurro in Regione Lombardia, Gianluca Comazzi, nell’ambito di una più generale riforma dei servizi funebri e cimiteriali, emendamento che è passato in commissione consiliare Sanità.

“In base alla volontà dei loro proprietari o dei familiari, le ceneri degli animali d’affezione potranno essere deposte vicino alle spoglie delle persone con cui hanno condiviso l’intera esistenza”, spiega Comazzi il quale sottolinea che “in attesa dell’approvazione definitiva da parte del Consiglio siamo orgogliosi di questa proposta che rappresenta un grande passo avanti in materia di civiltà”.

Nel settembre del 2018 anche il Movimento 5 Stelle aveva ufficializzato una proposta sullo stesso tema. “Una proposta che avevamo avanzato nel settembre scorso, grazie ad un emendamento approvato oggi in commissione, consentirà di tumulare i resti degli animali d’affezione secondo le disposizioni del defunto o degli eredi. Sarà possibile tumulare l’urna contenente le ceneri degli animali nella stessa tomba dei padroni”, spiega il consigliere pentastellato Marco Fumagalli.

“Molti anziani hanno soltanto come compagnia negli ultimi anni di vita un animale e non vogliono separarsi da loro nemmeno quando passano a miglior vita. È un atto di grande sensibilità da parte dell’istituzione regionale”, commenta ora Fumagalli, chiarendo che “più in generale resta la nostra completa contrarietà all’ultima parte della riforma sanitaria che risulta non in linea con la normativa nazionale e sembra voler tutelare la lobby dell’industria del ‘funerale’ rispetto a quella più artigianale fatta di cooperazione tra imprese dello stesso settore”.