Coronavirus, cani e bovini immunizzano? Ma non erano fonte di contagio?

di redazione Blitz
Pubblicato il 9 Aprile 2020 14:46 | Ultimo aggiornamento: 9 Aprile 2020 14:46
Coronavirus, cani e bovini immunizzano? Ma non erano fonte di contagio?

Coronavirus, cani e bovini immunizzano? Ma non erano fonte di contagio?

ROMA – Cani e bovini ci immunizzano dal coronavirus? Parrebbe di sì secondo un team di ricercatori delle università Magna Grecia di Catanzaro, Statale di Milano e Cattolica del Sacro Cuore, insieme al Gruppo di ricerca Covid del professor Andrea Urbani e al professor Maurizio Sanguinetti, presidente della Società Europea di Malattie Infettive e Microbiologia Clinica.

Lo studio pubblicato sulla rivista Microbes and Infection dell’Istituto Pasteur di Parigi, sembrerebbe smentire quanto fin qui sospettato e cioè il rischio contagio dagli animali che vivono a stretto contatto con l’uomo. Anzi, secondo i ricercatori, la loro vicinanza potrebbe farci da scudo.

I ricercatori hanno evidenziato importanti somiglianze tra le proteine che innescano la reazione immunitaria sia umana che animale. “Occupandoci di proteine – spiega Paola Roncada, veterinaria dell’Università Magna Grecia – abbiamo voluto approfondire lo studio sulle similitudini che già sapevamo esserci fra il virus umano e quello animale”.

“La struttura dei coronavirus è integralmente circondata da proteine che il virus utilizza per individuare le cellule da attaccare e quindi infettare. Tutti i virus di questa categoria possono contare su una spike protein, una proteina di ancoraggio che entra nella cellula bersaglio, scatenando così le difese immunitarie del soggetto colpito”.

“Noi abbiamo quindi deciso di analizzare genomicamente queste proteine, per cercare similitudini nella risposta immunitaria dell’uomo così come nei pipistrelli, nei pangolini, nel cane e nei bovini”. 

I dati sono stati affidati ad una intelligenza artificiale che ha analizzato tutte le sequenze di amminoacidi. Il risultato, spiega ancora Paola Roncada è che “c’è molta somiglianza filogenetica. Se per il pangolino e per il pipistrello era già stata assodata questa affinità, da cui poi si è ipotizzato il salto di specie verso l’uomo, ora possiamo dire che questa condizione è in parte vera anche per altri animali”. 

Gli autori  quindi concludono: “Gli animali hanno hanno avuto un ruolo critico in questa epidemia e in questa evoluzione. Riconosciuto il loro ruolo fondamentale come serbatoio di virus, potrebbero però agire anche come “benefica” fonte di particelle di virus immunostimolanti, fornendo così uno scudo contro la Sars CoV-2 in circolazione”. (Fonte: La Stampa)