Delfini morti in Toscana: uccisi dal morbillo, ma anche dal Ddt e da altri inquinanti

di redazione Blitz
Pubblicato il 13 Agosto 2019 19:09 | Ultimo aggiornamento: 13 Agosto 2019 19:09
Uno dei delfini morti in Toscana

Uno dei delfini morti in Toscana (Foto Ansa)

FIRENZE  –  E’ stato il morbillo, e più specificamente il Mobillivirus dei cetacei (virus Cemv), il principale responsabile della moria di delfini registrata sulle coste toscane quest’anno. La conferma è arrivata dalla Regione Toscana, che ha annunciato i risultati delle analisi fisiche, batteriologiche ed ecotossicologiche compiute dall’Università di Siena, insieme all’istituto zooprofilattico sperimentale per la Regione Lazio e Arpat.

Dall’inizio dell’anno sono 40 i delfini deceduti in Toscana, a fronte di una media annuale di 20/30, ma le analisi, spiega all’ANSA Cecilia Mancusi biologa dell’Arpat “sono state fatte su una quindicina di esemplari, tutti gli altri erano in condizione di degrado per cui non è stato possibile fare tutte le analisi”.

Se da una parte gli esperti confermano che è il Mobillivirus “la patologia riscontrata come probabile causa della morte”, dall’altra, aggiunge Mancusi, sono state riscontrate delle “concause”. E quest’ultime sarebbero legate all’inquinamento del mare causato dalle attività dell’uomo.

Le carcasse dei delfini spiaggiate sulle coste toscane hanno rivelato “alti livelli di contaminazione da Ddt, ma anche da altri componenti chimici tossici che l’uomo in qualche modo riversa in mare”. Inquinamento a cui i delfini, essendo cetacei che si trovano in cima alla catena alimentare, sono particolarmente esposti.

“Loro mangiano tutto quello che c’è sotto di loro nella catena alimentare: gli inquinanti si accumulano nei loro tessuti e deprimono le difese immunitarie. Essendo immunodrepessi poi si ammalano più facilmente, smettono di alimentarsi e tutti questi elementi insieme li portano alla morte”. Dalle analisi commissionate dalla Regione Toscana ed effettuate sui primi esemplari di delfini spiaggiati era già emersa una caratteristica comune che sostiene questa tesi: lo stomaco completamente vuoto.

I risultati di oggi confermano dunque quanto scoperto in un primo momento, tuttavia resta ancora un nodo da sciogliere per gli esperti. La biologa Mancusi spiega che negli anni passati erano state registrate altre morie di delfini, ma queste colpivano solo le stenelle (specie di piccole dimensioni con una diversa colorazione dei fianchi rispetto al dorso), avvenivano in inverno e interessavano anche altri mari. Quest’anno invece, dice Mancusi “il fenomeno interessa in modo particolare il tursiope, si è manifestato solo in Toscana e nel periodo estivo”. Una situazione diversa dal solito su cui, conclude, “stiamo ancora ragionando”.

Alla luce degli ultimi risultati l’assessore toscano all’ambiente, Federica Fratoni, ha detto che “siamo impotenti davanti a questo virus, ma potremmo fare molto circa un altro problema evidenziato dalle analisi”, ovvero quello dei prodotti chimici. “Per questo – aggiunge Fratoni – faccio un appello al Governo perché finalmente l’Italia aderisca alla Convenzione di Stoccolma del 2001, che mette al bando gli inquinanti organici persistenti. Il nostro è l’unico Paese europeo a non aver ancora sottoscritto quel patto di civiltà: è giunto il momento di rimediare a questo errore”. (Fonte: Ansa)