Dogo argentino adottato dopo aver sbranato bimbo. Arcadia: “Merita una seconda chance”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 aprile 2019 12:53 | Ultimo aggiornamento: 3 aprile 2019 12:53
Dogo argentino sbranò bimbo, ora adottato dopo rieducazione con Arcadia

Dogo argentino adottato dopo aver sbranato bimbo. Arcadia: “Merita una seconda chance” (Foto Ansa)

ROMA – Un cane che ha sbranato nel 2016 un bimbo di un anno e mezzo e ferito la mamma che ha tentato di salvarlo a Mascalucia, in provincia di Catania, è stato adottato dopo un lungo percorso di rieducazione. Asia, questo il nome del dogo argentino che insieme al fratello Macchia sbranò il bimbo, è stato preso in carico nel giugno 2018 all’associazione Arcadia di Rovereto e ora è stato adottato da un nuovo padrone, che è stato informato del terribile episodio.

I fatti risalgono all’estate del 2016, quando i due cani si avventarono sul bambino e lo azzannarono alla gola fino ad ucciderlo davanti agli occhi della madre, che è rimasta ferita nel tentativo di strappare il bimbo dalle fauci degli animali. I due cani finirono in un canile e con l’impegno delle associazioni Lav ed Enpa furono poi trasferiti nel centro Arcadia di Rovereto, dove hanno seguito un percorso di rieducazione.

Pierluigi Raffo, presidente di Arcadia, ha dichiarato: “Come spesso capita, terminato il clamore mediatico, che al tempo fu di livello nazionale vista la gravità dei fatti, gli animali vengono dimenticati. Ebbene, quei due cani hanno continuato a vivere e hanno potuto fare un percorso con noi. Li abbiamo presi in carico a giugno 2018 e, valutata la possibilità di un reinserimento sociale, abbiamo iniziato con loro un percorso. Abbiamo ritenuto opportuno mandare a casa Asia, dopo aver fatto circa 6 mesi di affiancamento con i nuovi adottanti. Si tratta ovviamente di un’adozione consapevole e responsabile, chi ha adottato Asia è stato informato di ciò che era accaduto”.

Se Asia è stata adottata, il percorso di recupero del fratello Macchia ha richiesto più tempo, ha spiegato Raffo: “L’episodio che ha visto protagonisti questi due dogo non può essere unicamente archiviato come cronaca, ma aprire orizzonti educativi e culturali, per applicare quanto richiesto dalle leggi e dalle normative. Serve educare al rispetto di specie differenti per garantire il benessere e la salute di entrambe, nonché la sicurezza pubblica”.