Gatti e cani, come cambia l’alimentazione da cuccioli ad anziani

di redazione Blitz
Pubblicato il 2 luglio 2018 12:30 | Ultimo aggiornamento: 2 luglio 2018 12:30
Gatti e cani, come cambia l'alimentazione da cuccioli ad anziani

Gatti e cani, come cambia l’alimentazione da cuccioli ad anziani

Cani e gatti, proprio come noi umani, hanno esigenze diverse a seconda delle fasi della vita. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] E questo riguarda anche l’alimentazione, che cambia con il passare del tempo.

In comune cani e gatti hanno lo spiccato senso dell’olfatto, che è più importante del gusto. Se l’uomo ha tra i 5 e i 20 milioni di cellule olfattive, il gatto ne ha tra i 60 e i 65milioni e il cane circa 220 milioni. Le cellule del gusto sono invece la percezione del gusto sono circa 500 nel gatto, 1.700 nel cane e fino a 9.000 nell’uomo, spiega la dottoressa Carla Giuditta Vecchiato, medico veterinario nutrizionista e ricercatrice presso la facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Bologna, al Corriere della Sera. 

Da queste peculiarità discende il fatto che mentre l’uomo si dilunga a masticare, cani e gatti deglutiscono velocemente, e hanno quindi uno stomaco piuttosto capiente con una maggiore acidità rispetto a quella dell’uomo, che permette loro di digerire anche cibi non digeribili per gli umani, come le ossa.

In generale, comunque, il vero carnivoro è il gatto, mentre il cane, che da molto tempo vive in simbiosi con l’uomo, può essere considerato un semi-carnivoro, quasi un onnivoro, perché ormai tollera sia alimenti di origine animale sia vegetale. Il gatto, invece, ha bisogno di una dieta costituita dall’80% circa di proteine animali, e solo il restante da alimenti di altra derivazione.

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Una corretta alimentazione per cani e gatti è fondamentale soprattutto nei primi dodici mesi di vita, quando si sviluppa il sistema immunitario che assicura la protezione complessiva naturale del cucciolo, rafforzando ossa, muscoli, apparato digerente, pelle e pelo.

L’allattamento, proprio come per gli umani, trasmette gli anticorpi dal colostro del latte materno. Con lo svezzamento, i livelli di anticorpi si abbassano e le difese naturali si riducono proprio mentre il sistema immunitario è in fase di sviluppo. Per questo è importante che il cucciolo sia particolarmente protetto. E questo fino ad uno o due anni, periodo durante il quale è importante dare all’animale una alimentazione completa.

I cuccioli, spiega la dottoressa Vecchiato, mangiano più volte al giorno: il cane, dopo lo svezzamento, di norma fa tre pasti al giorno, il gatto fin da cucciolo e poi per tutta la vita dovrà fare più pasti.

In ogni caso il cane, anche da adulto, non dovrà mai fare un solo pasto al giorno. Per il gatto il discorso è diverso: a lui bisognerà lasciare sempre una ciotola con dei croccantini a disposizione, e la sera integrarla eventualmente con del cibo umido.

Quando gli animali invecchiano anche le loro abitudini alimentari cambiano: diminuisce il senso dell’olfatto e anche i gusti possono cambiare. Dal momento, poi, che con l’età si riduce l’attività fisica, sarà bene ridurre anche le quantità di cibo.